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The Art of Sviatoslav Richter, tribute by Corrado Grandis

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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter 


    "Avrei forse potuto essere un artista, un pittore, quello si"

    Da Jacov Milstejn



    Pastello di Sviatoslav Teofilovich Richter


    Cap. VII: A proposito di se stesso, la vita, l'arte.

    ( "О самом себе, жизни, искусстве": Яков Мильштейн. По следам бесед со Святославом Рихтером )


    L'integrità della natura. - Rifiuta viste unilaterali. Musica. - importante, ma non tutto. - Comunicazione con la gente. - frammentaria - Disponibile e indisponibile. - Tendenze nell'arte. - Letteratura e pittura. - Lettura di libri. - Ascolto di nuove opere. - Registrazioni. - Città e paesi.

    Se c'è qualcosa da fare, farla fino in fondo, senza distrazioni. Come scrive Aleksej Tolstoj:

    Se ami, sia senza cercare una ragione
    Se ricominci, sia daccapo
    Se ti adiri, sia caldo il tuo sangue
    Se colpisci, sia un colpo netto
    Se discuti, sia con coraggio
    Se punisci, sia con giustizia
    Se perdoni, sia con tutta l'anima
    Se festeggi, sia vera gioia

    - Devo fare tutto sino alla fine, altrimenti non ci riesco: mi crolla tutto addosso.

    - Non mi piacciono le opinioni unilaterali, laddove o tutto è bene o tutto è male.

    - Nella realtà nulla è ben definito. Dappertutto c'è sia il buono che il cattivo. È la dialettica.

    - È necessario essere semplici. È la semplicità che distingue veramente l'intelligenza e la saggezza.

    - La musica nella mia vita è importante, ma non si tratta di tutta la mia vita.

    - Potevo esser altro. Forse non uno studioso, o un professore...ma un artista, un pittore - sì!




    © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. Traduzione amatoriale dal russo di C.G.

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  • 08/04/15--16:02: Alla Ablaberdyeva, soprano
  • Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter 

    In classe con Nina Dorliak

    Алла Аблабердыева
    A l l a   A b l a b e r d y e v a

    Soprano 
    (LINK AL SITO DELLA CANTANTE)


      "Ho studiato da Nina L'vovna Dorliak e la famiglia Richter è diventata la mia seconda casa. Qui sono stata accolta come parte della famiglia - con grande affetto e accortezza. Ed è stata una tale gioia! Non solo la signora Nina era la mia insegnante, ma furono insegnamenti nel senso più alto del termine. Una formazione accorta ed erudita mi ha schiuso un mondo, fatto di autentici principii artistici - i concerti, le rappresentazioni teatrali, i libri, le persone attorno - tutto di altissimo livello. Ed io assorbivo quell'atmosfera esclusiva come una spugna, l'apprendimento non riguardava solo la professione, ma andava molto al di là - significava l'appartenenza a quello spirito autentico della cultura, del quale Nina L. e Sviatoslav Teofilovič erano i custodi ... "


    Accanto a Richter



    ↪Segue cit. dal libro di Monsaingeon in cui la soprano eseguì Cinque Melodie di Teofil Richter (ed. ita. pag. 315. Il Saggiatore Ed.)




    Da:"Alla Ablaberdyeva: gli anni al Conservatorio: il periodo più felice della mia vita!". Intervista di Nelly Suslova (Conservatorio di Mosca). Nov./2013. Traduzione amatoriale dal russo di C.G.

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  • 08/08/15--06:36: New Releases: 8/2015 (2)
  • "N  e  w         R  e  l  e  a  s  e  s"   
    L     e          R     e     c     e     n     s     i     o     n    i


    Registrazioni audio e video di recente pubblicazione recensite dal blog

    A cura di Giorgio Ceccarelli Paxton

    

    Agosto 2015/(2)




    PREMESSA

    Il 2015, l'anno del centenario della nascita di Sviatoslav Richter, il protagonista indiscusso del pianismo del XX secolo e, naturalmente, di questo blog, volge al termine. Forse qualche altra celebrazione potrà tenersi ancora nei prossimi mesi, ma molto probabilmente l'aspetto celebrativo più consistente è dietro le nostre spalle, concentrato tra febbraio e marzo. É il caso di fare un breve consuntivo di quanto è stato fatto: luci e ombre, probabilmente più ombre che luci, o meglio, anche dove ci sono luci vi sono altrettante ombre. 
    In campo discografico molte uscite consistenti (però più sotto il profilo della quantità che delle novità, come abbiamo visto nei precedenti blocchi di recensioni). Sono state assenti etichette che in passato ci hanno regalato veri e proprio tesori, come Venezia, Great artists in Moscow Conservatoire, Moscow Conservatory Records, e la stessa Melodya. 
    In campo bibliografico finalmente l'edizione italiana degli Scritti e conversazioni di Bruno Monsaingeon e un altro paio di libri stranieri (a cui accenno in seguito), mentre sotto il profilo celebrativo non ho elementi di valutazione, non conoscendo esattamente quello che è stato fatto in Russia, Giappone, Europa e la stessa Italia. Per pudore non cito un paio di avvenimenti in cui ho avuto l'onore di partecipare, ma, nel complesso, mi sembra che sia stato fatto ben poco. Non siamo noi, affezionati cultori dell'arte del Maestro, che dobbiamo sponsorizzare avvenimenti celebrativi: mancano mezzi tecnici, organizzativi, economici. Quello che si poteva fare  qualche concerto, qualche conferenza, qualche intervista  è stato organizzato; con devozione, sacrificio e dedizione di tutti gli appassionati coinvolti. Altri avrebbero dovuto e potuto fare di più. Chi è stato coinvolto in prima persona nella vita e nell'arte di Richter, sia quotidianamente, sia saltuariamente. Chi lo ha amato e apprezzato da vivo e abbandonato dopo la morte. Chi lo ha definito genio e non si è ricordato nemmeno del Centenario. Chi ha sfruttato la Sua arte post mortem per guadagnare tanti soldi, senza avere nemmeno una Sua fotografia nella propria casa. Ecc.ecc. 
    Le prossime Sue celebrazioni anniversarie ci saranno nel 2097 (centenario della morte) e nel 2115 (bicentenario della nascita). Noi non ci saremo (per lo meno io, di sicuro, non ci sarò, a chi mi legge auguro di sì); spero che Sviatoslav Richter, questo artista immenso, imperituro, nella cui arte c'è ancora tanto da scoprire, continui ad esserci.



    ALTO ALC 1294. SCHUBERT

    Inizio, come sempre, queste brevi note sulle poche novità discografiche uscite nello scorso trimestre, dai cd meno significativi per poi passare a quelli più interessanti e contenenti novità.
    Questo nuovo cd della etichetta Alto, specializzata in riproposizioni di brani da altre etichette (soprattutto Olympia) insieme alla consorella Regis, lascia veramente perplessi. Infatti l'esecuzione del Quintetto in La maggiore D 667 op.114, comunemente conosciuto come La Trota viene riportata dal vivo a Mosca, Museo Pushkin il 2 giugno 1980. Ora, l'unica esecuzione richteriana dal vivo di questo brano di cui esista la registrazione a tutt'oggi è quella di Hohenems del 18 giugno 1980, insieme con il Quartetto Borodin e il contrabbassista Georg Hortnagel, uscita molte volte e presente continuativamente nel catalogo EMI. Non esistono registrazioni in studio di questo pezzo. Le considerazioni che sorgono più spontanee sono:

    - non è mai emersa tra i collezionisti di Richter la registrazione moscovita di cui sopra, quindi
    - è mai possibile che la Alto, etichetta mai dedita a produrre o a ricercare novità discografiche, abbia trovato una registrazione della cui esistenza nessuno era a conoscenza?

     Se così fosse, sarebbe una grande novità nella discografia richteriana. Ma, personalmente, ho molti dubbi.

    A complicare le cose, vi è un fatto a favore della Alto. E infatti vero che il 2 giugno 1980 fu eseguito al Pushkin il Quintettola Trota. Ma è altrettanto vero che, come il giorno precedente, il contrabbassista fu Grigorij Kovalevskij e non Georg Hortnagel, come riportato sul libretto Alto (e come a Hohenems). 
    Allora delle due, una: se la Alto avesse veramente in mano la rarità della registrazione moscovita dovrebbe essere anche informata sulla identità dei musicisti e non riproporre supinamente il nome di Hortnagel (che è quello di Hohenems).
    È il momento di chiudere questa arruffata elucubrazione proponendo quella che, a mio modesto e personalissimo parere, è la conclusione più probabile: la Alto ha preso tout court la registrazione di Hohenems della EMI (non ancora in public domain), ci ha tolto gli applausi, ci ha appiccicato una data civetta che potesse attrarre i collezionisti richteriani e ha fatto uscire il cd.
    Se mi sbagliassi sarei molto contento, perché avremmo una interessante aggiunta alla discografia. Attendo considerazioni da parte di altri appassionati e collezionisti di Richter (ma anche del Borodin).

    p.s. presenti sul cd anche
    - Quartettsatz in do minore D 703 (eseguito dal Tokyo Quartet)
    - Sonata Arpeggione in la minore D 821 (Shafran, Gottlieb) [guarda caso copiata dal VENEZIA CDVE 04321-1]



    THE BIRTHDAY EDITION  SVIATOSLAV RICHTER 100 - Documents 600243


    Curioso questo cofanetto di 10 cd che ripropone tutti brani ormai in public domain
    riproducendo anche (e qui almeno c'è un po' di onestà intellettuale) sul frontespizio di ogni cd il facsimile rimpicciolito delle cover originali. Ci sono 4 Deutsche Gramophon, 2 Philips, un paio di Columbia, un RCA e altri vari.
    Ecco i brani in dettaglio:

    CD 1: Schumann: Piano Concerto A minor, op. 54 1. I. Allegro affettuoso 2. II. Intermezzo: Andantino grazioso 3. III. Allegro vivace 4. Introduction und Allegro - Konzertstück für Klavier und Orchester G-Dur op. 92 5. Novelette in F major op. 21 6. Toccata in C major op. 7  
    CD 2: Brahms: Piano Concerto No. 2 in B flat major, op. 83 1. Allegro non troppo 2. Allegro appassionato 3. Andante 4. Allegretto grazioso  

    CD 3: Tchaikovsky: Piano Concerto No. 1 in B flat minor, op. 23 1. I. Allegro non troppo e molto maestoso. Allegro con spirito 2. II. Andantino semplice. Prestissimo 3. III. Finale: Allegro con fuoco  

    CD 4: Rachmaninov: Piano Concerto No. 1 in F sharp minor, op. 1 1. I. Vivace 2. II. Andante 3. III. Allegro vivace Saint-Saëns: Piano Concerto No. 5 in F major, op. 103 4. I. Allegro animato 5. II. Andante 6. III. Molto allegro 

    CD 5: Mussorgsky: Pictures from an Exhibition 1. Promenade 2. I. The Gnome 3. Promenade 4. II. The Old Castle 5. Promenade 6. III. Die Tuilierien/Tuileries 7. IV. Der Ochsenkarren/Cattle 8. Promenade 9. V. Ballet of the Unhatched Chicks 10. VI. Samuel Goldenberg and Schmuyle 11. Promenade 12. VII. The Market at Limoges 13. VIII. The Catacombs 14. IX. The Hut on Fowl's Legs (Baba Yaga) 15. X. The Great Gate of Kiev 16. Myaskovsky: Piano Sonata No. 3 in C minor, op. 19, Modéré. Vivace. Poco più vivo (Bonus Track)  

    CD 6: Rachmaninov: Piano Concerto No. 2 in C minor, op. 18 1. I. Moderato 2. II. Adagio sostenuto 3. III. Allegro scherzando 4. Prokofiev: Piano Concerto No. 1 in D flat major, op. 10, Allegro brioso. Andante assai. Allegro scherzando (Bonus Track)  

    CD 7: Rachmaninov: Piano Concerto No. 2 in C minor, op. 18 1. I. Moderato 2. II. Adagio sostenuto 3. III. Allegro scherzando 6 Préludes, No. 12 in C major op. 32 4. Allegro vivace 5. No. 13 in B-flat minor op. 32, Allegretto 6. No. 3 in B-flat major op. 23, Maestoso 7. No. 5 in D major op. 23, Andante cantabile 8. No. 6 in G minor op. 23, Alla Marcia 9. No. 8 in C minor op. 23, Allegro  

    CD 8: Mozart: Piano Concerto No. 20 in D minor, KV 466 1. I. Allegro 2. II. Romanze 3. III. Rondo: Allegro assai Prokofiev: Piano Concerto No. 5 in G major, op. 55 4. I. Allegro con brio 5. II. Moderato ben accentuato 6. III. Toccata: Allegro con fuoco più presto che la prima volta 7. IV. Larghetto 8. V. Vivo  

    CD 9: 1. Schumann: March in G minor, op. 76, Sehr kräftig. Etwas ruhiger. Erstes Tempo Forest Scenes op. 82 2. I. Eintritt: Nicht zu schnell 3. II. Jäger auf der Lauer: Höchst lebhaft 4. III. Einsame Blumen: Einfach 5. IV. Verrufene Stelle: Ziemlich langsam 6. V. Freundliche Landschaft: Schnell 7. VI. Herberge: Mäßig 8. VII. Vogel als Prophet: Langsam, sehr zart 9. VIII. Jagdlied: Rasch, kräftig 10. IX. Abschied: Nicht zu schnell Fantasy Pieces op. 12 (excerpts) 11. I. Des Abends: Sehr innig zu spielen 12. II. Aufschwung: Sehr rasch 13. III. Warum?: Langsam und zart 14. V. In der Nacht: Mit Leidenschaft 15. VII. Traumes Wirren: Äußerst lebhaft 16. VI. Ende vom Lied: Mit gutem Humor  

    CD 10: 1. Liszt: Harmonies du soir (Etudes d'exécution transcendante, No. 11 in D flat major) 2. Feux Follets (Etudes d'exécution transcendante, No. 5 in B flat major) 3. Valse oubliée No.1 in F sharp major 4. Valse oubliée No. 2 in A flat major 5. Schubert: Moment musical in C major op. 94, 1 6. Impromptu in E flat major, op. 90, 2 7. Impromptu in A flat major op. 90, 4. Sviatoslav Richter (piano), Warsaw National Orchestra, Witold Rowicki, Stanislaw Wislocki (conductor), Chicago Symphony Orchestra, Erich Leinsdorf (conductor), Moscow Radio Symphony Orchestra, Kurt Sanderling (conductor), Moscow Youth Orchestra, Kyrill Kondrashin (conductor), Warsaw Philharmonic Symphony Orchestra, Stanislaw Wislocki (conductor)  

    Come si vede c'è molto, anche se tutto già sentito e risentito.
    Chi vuole può procurarsi questo cofanetto facilmente online a una decina di euro.


    PENTATONE PTC 5186 219 
     WOLF LIEDER


    Curiosa questa uscita della etichetta Pentatone che annuncia una serie di altri cd senza un preciso progetto editoriale, almeno così sembra. Come si coagulino in un catalogo pezzi eterogenei come i Brandeburghesi (P.Zuckerman), Treemonisha di Scott Joplin, le musiche di Kreisler e gli Années de Pèlerinage (W.Kempff !) non lo so, ma comunque ben vengano nuove proposte, anche se di esecuzioni ormai datate.
    La caratteristica di questa collana, che si chiama Remastered Classics sembra essere quella, come da spiegazione sul libretto, di riproporre in rimasterizzazione moderna alcune original quadraphonic recordings. Cosa ciò significhi tecnicamente non lo so di preciso, ma per fortuna nel catalogo è  compreso anche questo cd con il recital da Innsbruck del 10 ottobre 1973 tutto dedicato ai lieder di Hugo Wolf su testi di Möricke (cfr. foto con i titoli ) con Sviatoslav Richter che accompagna il grande Dietrich Fischer-Dieskau. Nulla di nuovo, naturalmente ma solo la gradita riproposizione di un concerto già uscito per la Deutsche Gramophone in vinile e poi diverse volte in cd.
    La qualità audio è molto buona, in linea con le aspettative.



    PROFIL DCD PH15007  SKRJABIN Complete Piano Sonatas

    (Richter esegue la Sonata nr.7 op.64)

    Splendido cofanetto della austriaca Profil con la serie completa delle 10 Sonate per pianoforte di Aleksandr Skrjabin, di cui ricorre quest'anno il centenario della morte (1872-1915), eseguite (tranne la settima) da quel grandissimo pianista che fu Vladimir Sofronickij
    (1901-1961), specializzato in Skrjabin  di cui fu genero  oltre che in Chopin, ma comunque straordinario in tutti i compositori per la sua grande sensibilità musicale.
    Molto amato, peraltro, da Richter (un vero gigante, che suonava magnificamente Schumann e Debussy e, in modo insuperabile, Skrjabin. Monsaingeon ed.it. pag. 92; la terza Sonata sotto le dita di Sofronickij, un modello di interpretazione ideale, id. pag.336; Skrjabin è fatto per Sofronickij, così come Sofronickij è fatto per Skrjabin ecc. id. pag. 339).
    Imperdibile dunque questo cofanetto, che supera tutte le altre integrali comparse nel frattempo anche in tempi più recenti. Ma imperdibile anche per altre due ottime ragioni: vi è la ripetizione della Sonata nr.1 nell'interpretazione di Heinrich Neuhaus, e poi Richter che esegue la Settima. Ma non basta. L'esecuzione della Settima richteriana è da Berlino 13 giugno 1964, ovvero una registrazione uscita finora solo nel circuito amatoriale dei collezionisti, e che quindi si pone come una novità assoluta in cd ufficiali. 
    Richter disse che proprio Sofronickij (insieme a Neuhaus) gli fece apprezzare un compositore verso il quale, inizialmente, non provava un interesse particolare considerandolo un po da salon. Richter poi, in tutta la sua carriera, eseguì molte composizioni di Skrjabin, diventandone  forse suo malgrado  uno specialista e in tutte le esecuzioni di brani di Skrjabin che Richter ci ha lasciato, egli ci insegna che il compositore russo si lega direttamente a Chopin, di cui può essere considerato un degno epigono dal punto di vista musicale.


    PARNASSUS PACD 96054  SZYMANOWSKI


    E' veramente ottimo questo doppio cd interamente dedicato al compositore polacco Karol Szymanowski (1882-1937) prodotto dalla coppia Leslie Gerber e Falk Schwarz, il primo proprietario della etichetta Parnassus, il secondo ben conosciuto dai collezionisti di Richter, anche della prima ora.
    Non si può dubitare della genuina passione di questa coppia per l'arte del Nostro pianista. Passione che talvolta si è purtroppo mischiata con speculazioni economiche di vario tipo. Ma non è di queste ultime che bisogna parlare specialmente quando ci si trova di fronte ad un ottimo prodotto artistico, come dicevo all'inizio. E più opportuno e doveroso parlare dell'arte di Richter.
    Un po' di storia. Nel 1982 cadde il centesimo anniversario della nascita del compositore polacco (6 ottobre) e alla fine di novembre di quell'anno Richter e alcuni musicisti facenti parte del suo più stretto entourage (nella circostanza Galina Pisarenko e Oleg Kagan) celebrarono questo anniversario con molti concerti in tutta Europa che durarono da metà ottobre a tutto novembre di quell'anno. 
    La connessione tra Richter e Szymanowski è sempre stata molto stretta, e non solo per una particolare predilezione artistica del pianista per il compositore (tra l'altro originario di una cittadina ucraina). Ma anche perché Szymanowski studiò pianoforte con il padre di Neuhaus, il quale sposò Olga Blumenfeld, cugina del padre di Szymanowski e quindi Karol e Heinrich Neuhaus erano effettivamente cugini, parentela poi cementata da una stretta amicizia personale.
    Non stupisce quindi l'enorme apprezzamento di Richter per il compositore, mutuato ovviamente non solo dall'influenza del suo maestro, ma da una precisa e profonda comprensione della sua arte. (Non vorrei sbagliarmi, ma credo che Richter considerasse Szymanowski il Debussy polacco, e sappiamo quanto egli amasse Debussy.)

    La registrazione dei pezzi presenti in questo doppio cd è emersa recentemente ed ha una qualità audio molto buona, probabilmente originante dalla Radio Polacca, oltre a presentare brani di notevole rarità.
    Si tratta della registrazione quasi integrale di due concerti tenutisi a Varsavia il 25 e il 26 novembre 1982. Nel primo concerto Richter, oltre a eseguire alcuni brani strumentali (Masques op.34 e sette Mazurche dall'op.50) accompagna Galina Pisarenko nelle Canzoni del Muezzin innamorato op.42 e nelle Sette canzoni da James Joyce op.54.

    A proposito di queste canzoni Richter scrive "Un ciclo terribilmente difficile e assolutamente originale. Difficile per l'intonazione, oltre che per l'ornamentazione che esige una tavolozza di colori straordinariamente sottili. La parte del pianoforte è allo stesso livello di quelle delle opere per pianoforte solo". E successivamente “Ascolto di nuovo il mio Szymanowski. Dalla quantità delle sue opere che suono si capirà la seduzione che esercita su di me. E' reale".

    Ascoltando il secondo cd queste parole trovano la loro profonda corrispondenza. Una corrispondenza, foscolianamente, di amorosi sensi. La Seconda e la Terza Sonata (rispettivamente op.21 e op.36) sono intervallate dai Mythes op.30, eseguiti in coppia con Oleg Kagan. Le atmosfere di quest'opera, il periodo che essa riecheggia (La fontana d'Arethusa, Narciso, Le Driadi e Pan), cioè l'antica Grecia, una Grecia non storica ma mitologica, una Grecia che già Debussy aveva ipostatizzato in numerosi Preludi, ma anche in altri brani come Syrinx, Les chansons de Bilitis, il Prelude à l'apres midi d'un faune, colpiscono profondamente Richter che ha sempre avuto una visione distaccata della storia come evolversi di avvenimenti concreti, e che, al contrario, è sempre stato affascinato dall'utopia, da un mondo altro, da un Eden irraggiungibile e ideale. Forse è qui, oltre che nelle Sonate, che Richter si trova pienamente immerso nel proprio mondo, in compagnia di personaggi sfumati, da favola come Scheherazade o come Tantris le bouffon (Masques op.34 nr.1, 2 ).
    La resa artistica è eccezionale e si pone al vertice delle interpretazioni di Szymanowski fornite anche da altri musicisti: penso a A.Rubinstein, P.Anderszwewski, M.A.Hamelin, M.Roscoe ed anche a K.Zimerman per quanto riguarda le opere per piano e violino.

    I due concerti sono praticamente completi (mancano solo un paio di canzoni che Pisarenko e Richter diedero come bis il 25 novembre). 
    Il concerto del 26 era già uscito su DOREMI DHR 8037, mentre i brani provenienti dal concerto del 25 sono nuovi per la discografia richteriana in questa data di esecuzione.
    Il libretto è stringatissimo ma curato e preciso nelle informazioni.
    Il doppio cd è reperibile online ad un prezzo che oscilla tra i 16 e i 20 euro.



    DOREMI DHR 8043  BACH  BEETHOVEN

    Ventiquattresimo volume richteriano della Doremi contenente vari brani di Bach in prima uscita discografica ufficiale in quanto fin'ora circolanti a livello collezionistico amatoriale e la Sonata nr.22 in Fa maggiore op.54 di Beethoven dal concerto  moscovita del 27 novembre 1948. Da questo concerto è presente anche la Suite Inglese nr.3 in sol minore BWV 808.
    Ambedue i brani erano già usciti diverso tempo fa su un cd ANKH 200601 vol.4 riportante però una data sbagliata  quella del 27 febbraio 1948  data in cui Richter non eseguì alcun concerto ( e poi in quel periodo stava eseguendo soprattutto Schumann e Lisz). Anche altri brani presenti sul cd ANKH sono datati erroneamente: la data corretta è 27 novembre 1948, e non febbraio.
    Per quanto riguarda invece gli altri brani bachiani presenti nel cd Doremi, abbiamo la Suite Francese nr.2 in do minore BWV 813 da Dublino 16 novembre 1968, fin'ora disponibile solo su un vecchissimo LP Rococo 2148 vol.XIV e quindi in prima uscita su cd.
    Infine vi sono altri tre brani bachiani:
    - Capriccio sulla partenza del bene amato fratello in Si bemolle maggiore BWV 992
    - Fantasia in do minore BWV 906
    - Sonata in Re maggiore BWV 963
    che sono attribuiti dal curatore Ates Tanin (da molti conosciuto come serio e attendibile studioso  oltre che collezionista  richteriano ed io mi associo a questa valutazione) al concerto di Mosca 14 ottobre 1948. Se questo è vero (e dovrebbe esserlo, l'unico piccolissimo dubbio è che questi brani furono eseguiti anche nel concerto del 27.XI.1948 succitato), si tratta di tre novità assolute nella discografia richteriana per quanto attiene alla data di esecuzione.

    Non è facile essere chiari quando vi sono intrecci di date corrette o sbagliate, di cd che ripropongono gli stessi brani ecc.ecc. ma in definitiva quello che volevo sottolineare è che la metà dei pezzi contenuti nel cd sono nuovi alla discografia del Maestro, l'altra metà è già uscita, ma su supporti discografici ormai di non facile reperimento (vedi lp Rococo o cd Ankh, anche se i prodotti di quest'ultima, come mi ha insegnato qualche tempo fa l'inappuntabile Davide Ciaccia sono ancora sul mercato).
    Il cd Doremi, per chi ne è interessato, si trova facilmente online ad un prezzo accessibile: basta cercare con pazienza.



    📖 QUALCHE LIBRO

    Finalmente  dopo quasi vent'anni dalla morte !  la traduzione italiana degli "Scritti e conversazioni" a cura di Bruno Monsaingeon.


    Inutile dilungarsi su un libro che tutti i cultori del nostro Richter conoscono bene nelle molteplici traduzioni (Davide ha tenuto il conto) che si sono avvicendate nel corso degli anni passati. Buon ultimi, ma ci siamo arrivati. Scontato dire tutto il bene possibile del libro in sé; meno scontato fare per lo meno due appunti alla edizione italiana. Il primo è di carattere generale: perché la traduzione non è stata basata sull’edizione originale moscovita del 2007 intitolata “A proposito di musica” [О музыке]? Non è stato possibile ? Non ci si è ricordati della medesima? Si è tentato di acquisirne i diritti e non è stato possibile o erano troppo costosi? Peccato perché in questa edizione, che riporta i quaderni originali di Richter, vi sono diversi brani che sono stati espunti nell'edizione curata da Monsaingeon. Credo che quest'ultima sia stata condotta sull'edizione francese.
    Ci ripromettiamo di tornare sull'argomento sperando, chissà, di poter dar conto proprio di quanto espunto e/o edulcorato.
    L'altro aspetto carente è la mancanza nell'indice dei nomi delle citazioni dei numeri di pagina in cui le singole opere dei compositori sono, appunto, citate da Richter: in un libro interamente dedicato alla musica, in cui sono citati centinaia di brani, mi sembra una mancanza molto grave. Specialmente da parte di un editore serio come Il Saggiatore. Nell'edizione francese non c'era, in quella inglese sì (mi ricordo che mi costò diversi giorni il crearla: chiedo scusa per l'autocitazione, d'altronde il riferimento al curatore dell'indice dei nomi mancava anche nell'edizione inglese: molto modestamente fui io).

    L'altro libro di cui voglio dar conto è appena uscito; è un libro ungherese Szvjatoszlav Richter és Nyina Dorliak levelei Fejér Pálhoz 1954-1997 di cui è difficilissimo, se non impossibile, capirne i testi: comprensibili i soggetti interessati, ovvero Sviatoslav Richter, Nina Dorliak e Palhoz Fejér, amico di entrambi e direttore dell'Opera di Budapest.


    Il testo è tutto in ungherese e russo, il che significa lingue assai ostiche: non si capisce quasi nulla. Va un pò meglio (si fa per dire) con la traduzione/trascrizione dei testi in russo, riportate nella seconda parte del volume. Ci si rammarica molto però che l'editore non abbia ritenuto, a questo punto, riportare anche una traduzione in inglese o francese, rendendo il libro assai più godibile ed interessante. Però resta un libro molto bello: moltissime foto, per la maggior parte inedite, con molte riproduzioni di cartoline manoscritte di Richter. A quanto è dato intuire dovrebbe essere una specie di raccolta cronologica della corrispondenza tra l'amico ungherese di Richter e Nina, che ha mantenuto le cartoline e le foto che si erano scambiati. (A titolo esemplificativo riproduco più sotto la pag. 105).

    Insomma, nonostante il testo sia  incomprensibile per chi non conosce l'ungherese o il russo, il libro resta molto interessante e merita l'acquisto: il costo totale è di 27 euro (circa 8.000 fiorini ungheresi), compresa l'esosa spedizione.

    Esistono - almeno a mia conoscenza, ma ne esisteranno sicuramente altri -  due siti importanti su cui acquistare libri ungheresi online. Io ho usato, dietro indicazione di Davide, il sito http://www.lira.hu/. Aprendolo con Google Chrome si può avere una prima traduzione istantanea della pagina e da lì è facile andare alla pagina del libro in questione e ordinarlo. Qualche problema può sorgere per indicare una spedizione internazionale. A questo punto, se non volete rompervi la testa scrivete una mail a info@lira.hu ad attenzione di Andrea Horvath, online assistant, che parla inglese e vi guiderà con molta cortesia attraverso tutte le fasi di questa intricatissima lingua. Ovviamente accettano paypal e le maggiori carte di credito. (Italia in ungherese si scrive Olaszország, ndr.)



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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter


    Budapest 7 Marzo 1954. Gábor Fejér.


    • 1] Evgeny Kissin aboutRICHTER’s virtuosity 

    "His virtuosity was transcendental, nevertheless, it was never virtuosity for the sake of virtuosity."

    • 2] Maurizio Pollini sur RICHTER et MICHELANGELI

    "J'ai une passion pour Miroirs. J'en connais un enregistrement stupéfiant de Richter à Prague. Michelangeli, lui, était merveilleux dans Gaspard de la nuit et les Valses nobles et sentimentales.

    • 3] Idebrando D'Arcangelo su RICHTER

    (...Quali sono i Suoi beniamini della tastiera?)
    "Sviatoslav Richter, Arturo Benedetti Michelangeli e, oggi, Radu Lupu e Murray Perahia per la musica di Mozart. Mio padre conobbe Richter dopo un recital a L’Aquila. Si era talmente spellato le mani ad applaudire e sgolato a gridare bis che il grande pianista russo lo volle conoscere invitandolo in camerino alla fine del concerto.

    • 4] Elisabeth Leonskaja sur RICHTER

     "Il n’y a pas de mots qui puissent réfléter mes sentiments pour ce grand artiste. Je ne sais ce qu’aurait été ma vie si je n’avais pas rencontré Sviatoslav Richter. Cette amitié, cette proximité, écouter, discuter, toutes ces heures passées au piano m’ont ouvert les yeux sur le vrai niveau et l’ampleur du possible et du nécessaire. Il y a aussi son attitude profondément humaine durant toutes ces années compliquées. Une grande lumière dans ma vie".




    1] FROM: "THE ART OF PIANO". D.DUBAL Great Pianists of 20th Century. 2]"PIANISTE": MAURIZIO POLLINI -"Je joue avec plus de liberté". PAR BERTRAND DERMONCOURT / MARDI 27 MARS 2012. 3] MUSICA 241. NOVEMBRE 2012. ILDEBRANDO D'ARCANGELO UN BASSO CHE SOGNA E FA SOGNARE DI MASSIMO VIAZZO.  3] B: POSSIBILE SI TRATTI DEL RECITAL ALL'AQUILA DEL 5 NOVEMBRE 1962 al "Teatro Comunale".  PROGRAMMA: Schumann: Variazioni ABEGG op. 1, Papillons op. 2, Sonata n. 2 op. 22; Chopin: Polacca-Fantasia op. 61. 5 Studi op. 10: n. 1, 6, 11 ,12. Ballata op. 52. Bis: Bach: Preludio e Fuga in Do magg. dal I Libro del CLAV.BEN TEMP. Chopin: Studio op. 25 n. 12, Mazurca op. 24 n. 2 4]CRESCENDO MAGAZINE 2015

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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter 

    Letture consigliate
    Un libro, in francese, ispirato dal documentario su Richter di Bruno Monsaingeon





    "S o u s   le   p i a n o" 

    Nicole Malinconi. Illustrazioni di Patrick Devreux



    Ed. Esperluète, Noville-sur-Mehaigne (Belgique). ISBN 978-2-930223-99-5 Pag.20 (2009)www.esperluete.be 




    ... Il est assis, le dos droit, les mains légèrement suspendues au-dessus des touches, prêtes, le regard fixé sur le clavier, dans une concentration extrême du visage.  (..) Sviatoslav Richter joue l'étude opus 25 de Chopin...



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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter 
    Concert au Grand Theâtre de Tours
     17 Novembre 1963

    La Nouvelle Republique



    Claude Samuel - 1963
    Nouvel Observateur



     « Sviatoslav Richter vient de réussir un superbe exploit : celui de rassembler quelques représentants du Tout-Paris musical dans la bonne ville de Tours. En effet pour de mystérieuses raisons, le maître soviétique a décidé que son unique récital en France cette année se déroulerait dans le Grand Théâtre de Tours!… Belle tête d’affiche qui justifie ce “Train de plaisir”, pardon : l’autorail spécial où s’entassaient des mélomanes parisiens qui hantent davantage Salzbourg et Bayreuth que la province française. Richter tient sûrement en grande estime les Tourangeaux : non seulement il leur a réservé l’exclusivité de sa visite, (on murmure même qu’il envisagerait de créer un festival mondial sur les bords de la Loire), mais il leur a proposé un programme admirable et difficile pour mélomanes avertis, avec les trois dernières Sonates de Beethoven… L’Opus 111 qui occupait la seconde partie de la soirée fut indiscutablement et de loin le sommet du concert qui s’acheva avec de merveilleux bis brahmsiens ponctués par les cris enthousiastes des mélomanes parisiens et tourangeaux réunis. »

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    La stampa internazionale nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter


    (L'adolescente Svetik)



    Neue Zürcher Zeitung

    20.3.2015
    Zum 100. Geburtstag von Swjatoslaw Richter

    Stück aus dem Artikel
    "Furios zur Sache"

    Martin Meyer

    [..]

     Die wilden Jahrzehnte


    Gegenwärtig ist allerdings nicht weniger der frühe und reife Richter als ein Heroe von ungebremstem Temperament und häufig atemberaubendem Zugriff, der zuerst und schnell im Ostblock zur Legende wurde, dann auch im Westen für Furore und Unruhe unter vielen Kollegen sorgte. Schallplatten und Filmdokumente zeigen sogleich: Hier kam einer, der die Musik auf Touren brachte, als sei sie zuvor in Lähmung erstarrt gewesen. Konzertmitschnitte aus Prag, aus Sofia, aus Budapest liessen erahnen, wie es sein würde, wenn Richter seine Realpräsenz ausspielte. Andras Schiff war noch ein Kind, als er einer wild bewegten Interpretation von Schuberts «Wanderer»-Fantasie in Budapest beiwohnte und seinen Ohren kaum traute.Überprüft man anhand der Aufzeichnung, so wird evident: Richter ist erstens ein Genie des «Schritts» – des Schreitens und Marschierens und Drängens ohne hörbare Übergänge oder Nahtstellen; zweitens, Richter ist ein Zauberer der Kontraste, wenn er den langsamen Satz im Beginn zu schauriger Traurigkeit zwingt und darauf in den berühmten Erschütterungen explodieren lässt; drittens, Richter scheint ungesäumt aus der Werkstatt zu kommen; aus dem Laboratorium eines work in progress, da manches noch ungestalt auf seine Formwerdung wartet. Anfang ist angesagt.


    [..]

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    Letture consigliate dal Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter


    "Du côté de chez Richter"



    Conversations, di Youri Borissov. Tradotto dal russo da Serge Kassian e Janine Lévy, prefazione di Bruno Monsaingeon. Actes sud 2008

    📖

    "S u r   C h o p i n"

    (pages 232-234)



    • Sur les Quatre Ballades op. 23, op. 38, op. 47, op. 52

    Quand tu les joues l'une après l'autre, tu as la sensation de t'élever dans les airs, dans quelques couches de l'atmosphère. Quatre ballades... quatre firmaments. Première Ballade : des pécheurs, des âmes pécheresses. Tout ce qui est couvert de nuages. Au milieu c'est très passionné : chacun se rappelle quelque chose, son péché le plus doux. Dans le Presto con fuoco, le vent souffle et dissipe les nuages... En 1968, au Printemps de Prague, ça a été une catastrophe. Je n'ai jamais aussi mal joué cette Première ballade.

    Dans la Deuxième Ballade, nous nous élevons encore, comme en ascenseur. C'est un ciel, gâché par des avions. Je les déteste. Les trilles avant l'Agitato : je vole en avion et me grise de whisky. Vous êtes venu me chercher une fois, non ? Vous vous rappelez comment j'étais ? Dans quel état...

    En 1960, à Prague également, j'ai joué ces quatre ballades. Pas mal du tout. Quand j'ai terminé la deuxième, ils ne s'en sont pas aperçus et n'ont pas applaudi. Puis, tout à coup, quelqu'un a réagi mais je n'étais déjà plus là.

    Le troisième firmament est en la bémol majeur. Des esprits vierges ! Très attentifs, passionnés... Il n'y a rien à dire d'eux, en fait. Mais au point culminant, quand quelque chose les a vexés, on se sent mal à l'aise, et même en danger. 

    Dans le quatrième firmament (la Ballade en fa mineur), il n'y a que des coccinelles et des musiciens ! À part eux, personne ! Pourquoi des musiciens ? C'est normal. Le ciel est tissé de claviers, et l'homme de sept notes. Chaque note soigne quelque chose. Le ré bémol majeur est le meilleur remède contre la migraine. Quand j'ai joué pour Nina Lvovna le Prélude en bémol majeur, elle s'est sentie mieux. Je sais qu'on soigne l'allergie avec un simple ré majeur, et le coeur avec un si bémol majeur. Seulement moi, pour jouer la Onzième sonate de Beethoven. 
    Dans le stretto de la Quatrième Ballade on se rapproche du Trône. Il faut tenir longtemps le point d'orgue pour que le petit nuage laiteux le découvre. Mais le Trône Lui-même est vide. 
    La coda doit se jouer comme on tombe dans un précipice. Il faut dégringoler du point le plus haut. Qu'on te précipite à terre, c'est n'est pas grave, c'est même plutôt...plaisant ! Je voudrais toujours vivre
    Avant de se jeter sur la coda, il faut retenir son souffle pendant 47 secondes. Et il faut prendre exactement le même temps pour la jouer, pas moins ! Et tout jouer "d'en haut", ne pas "coucher" le doigts. Et ne pas respirer ! Il faut que tout le monde soit emporté par une trombe.


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  • 08/17/15--23:39: Brigitte Engerer (1952-2012)
  • B r i g i t t e    E n g e r e r 


    Pianiste, élève de Stanislav Neuhaus
    1952-2012 



    (de une interview (1993) avec Bruno Serrou)




    Brigitte Engerer

    ... "Ce que j’aime en Russie et chez son peuple, c’est le côté luxuriant du caractère, de l’architecture, des églises ; cet or, ce sombre ; la sincérité, le sens du drame, de la vérité, la profondeur du sentiment. La culture, la musique, les interprètes russes m’ont toujours fascinée. A l’époque, je vouais une admiration illimitée à Emil Gilels, puis je me suis tournée vers Sviatoslav Richter. [..]

     Bruno Serrou : Parmi les pianistes, quels sont ceux qui vous sont les plus proches ?

     Vladimir Sofronitski, admirable interprète de Scriabine. Vladimir Horowitz est à part. Je ne peux pas ne pas admirer le virtuose, cette beauté parfumée qui vient d’un autre siècle et que nous avons eu la chance de voir et d’entendre. Mais si je devais jouer à « l'île déserte », ce n’est pas lui que je choisirais... Sofronitski, Sviatoslav Richter, Neuhaus, Samson-François, et deux immenses musiciens d’aujourd'hui, sur lesquels je porte une admiration sans limites : Radu Lupu et Daniel Barenboïm. Ils savent comme nul autre solliciter le côté vocal du piano, chaleureux, humain du son, faire parler, faire chanter, dire avec un piano.
     [..]


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    D a v i d   F r a y

    "Richter au Barbican Center"


    "...j'adore le récital que Richter a donné en mars 1989 au Barbican Center de Londres, dont nous
    avons les images. Je laisse de côté les Sonates de Mozart, qu’il détaille avec une application exquise, fascinante, qui paraît presque comique – imagine-t-on Richter jouant les doigts ronds, ponctuant l’interprétation de petits gestes de souplesse, avec une délicatesse qui tranche avec sa stature de colosse ? Richter enchaîne ensuite plusieurs études de Chopin, dont la première, en do majeur, qu’il prend plus lentement qu’à l’accoutumée. Beaucoup estimeront qu’il se place sous la barre du métronome exigé. Mathématiquement peut-être, si l’on s’intéresse aux divisions de la minute en fractions, mais quel legato, quel phrasé ! La jonction qu’il réalise entre les arpèges est sans faille. Les études de Chopin sont conçues pour le legato (comme toute sa musique du reste), ce ne sont pas des exercices. Le tempo de Richter ne dessert pas l’expression, par conséquent il n’est pas critiquable. Les indications de tempo sont de toute façon moins essentielles..."



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    LE MAG DU PIANO

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  • 08/19/15--11:47: Christophe Rousset (Clav.)
  • Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter



    Clavicembalista e direttore d'orchestra
    C h r i s t o p h e    R o u s s e t

    "...l'humanité transparaît dans chaque note."

    Con il direttore d'orchestra Witold Rowicki a Varsavia nel Dicembre del 1974 (altra fonte)
    "Sviatoslav Richter est pour moi le plus grand pianiste de tous les temps. J'aime tout ce qu'il fait, même son Bach, ce qui est rare quand on est claveciniste. Il est divin dans Beethoven, dans Schumann et même dans Debussy. C'est un artiste fragile et profondément émouvant, dont l'humanité transparaît dans chaque note."



    Christophe Rousset: "Lully a révolutionné le monde musical". Par Pauline Sommelet, Point de Vue no.3491 du 17/06/2015


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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

    "Sofronizkij conte Saint Germain"

    Vladimir Lukič Borovikovskij: La principessa Maria Lopuchina. 1797



    Da V.Sofronizkij, pagine dalla storia della scuola pianistica sovietica  (parte seconda) - Dal libro di Igor Nikonovich e Aleksandr Skrjabin "Ricordando Sofroniskij"- pubblicato in Nuova Rivista Musicale Italiana RAI/ERI 4/2009 ottobre/dicembre, un articolo con traduzione dei testi di Valerij Voskobojnikov

    Jurij Albertovič Borisov ha frequentato regolarmente Sviatoslav Richter e dopo la morte del musicista ha pubblicato un libro intitolato, come in Proust, Du côté de chez Richter (Dalla parte di Richter). 

    Nelle conversazioni con Richter spesso veniva fuori il nome di Sofronizkij. Prendo le citazioni nel volume che sto presentando.

     (Pag.565 della rivista)

    •  Parlando con il pittore Petr Petrovič Končalovskij (1876-1956, ndr.) delle Variazioni sul tema di Diabelli, Richter arriva all'idea di rappresentare la Dama di Picche di Čajkovskij. Alla domanda del pittore, su chi potesse interpretare la parte del conte Saint Germain, l'inventore dell'elisir della vita, Richter immediatamente rispose: "Sofronizkij! Egli possiede una straordinaria nobiltà  (il suo Chopin è il più artistico!) e anche l'origine  (essendo bisbisnipote di Borovikovskij), e la capacità di creare il miracolo che si aspetta da lui per ore. Persino in un concerto non riuscito, quando tutto andava "sotto il pianoforte", all'improvviso veniva fuori una Mazurka di Chopin tale, che tutti smettevano di respirare. Sotto la musica della Mazurka in La minore Maria Lopuchina (vedi sopra il ritratto) poteva scendere dal ritratto di Borovikovskij, e tutti avrebbero esclamato: guardate, lei non è per niente sentimentale! 


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    • 08/20/15--09:31: Isaac Stern (1980)
    • Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      I s a a c   S t e r n

      (" J'ai commencé à pleurer ")



      • " Quand j'ai entendu pour la première fois Fischer-Dieskau, il chantait au Festival de Menton, et Sviatoslav Richter l'accompagnait au piano. Je m'en souviens très bien. Il chantait des œuvres de Schubert, de Brahms, et j'étais assis dans le  public avec Jean-Pierre Rampal. Tout à coup, il y a eu une phrase inoubliable. J'ai commencé à pleurer. Vraiment, j'étais là comme un bébé. Je ne peux pas expliquer. Mais c'est le contact qu'un artiste doit avoir avec le public : trouver des moments. "

      Le Point (1980), page 138. Ed.397/406.À lire aussi un post en anglais

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      Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      F ê t e s  RomantiquesdeN o h a n t, 1980


      Sviatoslav Richter en concert à Nohant 22 juin 1980 – Crédit photo : Alain Beauvais



      PROGRAMME:

      Beethoven: Sonate op.10/2, op.31/2,
      Schumann: Fantaisie 
      (encores) Schumann: Aufschwung: Fantasiestücke no. 2; Chopin: Prélude op.28/21; Debussy: La danse de Puck: Préludes Ier Livre no.11.









      Archives du Festival de Nohant. © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari

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      Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter


        "Richter, c'est un monde en soi ; fermé mais rayonnant, un
        poisson des grandes profondeurs, lumineux mais aveugle.
        Qu'il soit l'un des plus grands pianistes qui aient jamais
        existé, chacun le sait.
        Il aime le cinéma, mais pas la caméra. Il n'aime pas
        l'analyse, ni se montrer, ni parler. Il est indifférent aux
        événements, à la politique, aux louanges et aux biens.
        Rien, ni un régime politique, ni les moeurs musicales
        généralement acceptées, n'ont pu venir à bout de sa pureté
        sauvage.
        Seule la musique, qu'il laisse naître, le possède.
        Il joue, sans effets délibérés, sans intentions...il joue.
        Il est libre."

        B r u n o  M o n s a i n g e o n

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        A l e k s a n d r Isaevič  S o l ž e n i c y n

        "C a n c e r   w a r d"


         
         
        Richter's readings ...
         
         ...You may disagree, but I have a prediction to make: even before you drift into the indifference of old age, you will come to bless this day, the day you did not commit yourself to share my life ... Now that I am going away ... I can tell you quite frankly: even when we were having the most intellectual conversations and I honestly thought and believed everything I said, I still wanted all the time, all the time, to pick you up and kiss you on the lips. So try to work that out. And now, without your permission, I kiss them. 
         
        (page 532)

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        T e r u h i s a  M u r a k a m i 

        Accordeur 



         Q uant à sa renommée, l'histoire personnelle de Teruhisa Murakami 1] - devenu la légende vivante de la maison (YAMAHA) - prouve que la technologie ne remplace jamais le génie humain.

        • En 1966, bouleversé par un concert d'Arturo Michelangeli à Tokyo, l'accordeur de Yamaha (photos du piano joué par Richter en Japan dans l'année 1994) obtient un long congé pour aller vivre quelque temps en Italie. Il y rencontre le célèbre pianiste, qui lui confie les six instruments qu'il possède et, fasciné par son doigté, le fait travailler. En 1967, le magicien de l'Orient, comme le surnomme déjà la presse italienne, est nommé accordeur officiel du Festival de Menton, titre dont atteste un article de Nice Matin qu'il nous dévoile comme une relique. 

        A son tour, Sviatoslav Richter le prend à son service et l'associe à tous ses concerts. Près de trente ans plus tard, Teruhisa Murakami se souvient du jour où, s'inquiétant de son travail à la fin d'une répétition, il s'entendit répondre:
        "Pas mal pour Prokofiev, un peu mou pour Szymanowski, mais surtout ne touche à rien !" 
        Perfectionniste, l'accordeur procéda en secret à un ultime réglage. Concert sublime, tonnerre d'applaudissements, Richter salue et déboule en coulisse. Apparemment furibard. 
        "Tu as encore touché au piano ! mais bravo, c'était très bien !" 
        Et il serra la main de Murakami.




        1] Sur Murakami-san lire : "Richter I Know". Midori Kawashima (河島みどり)

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        MSTISLAV R o s t r o p o v i c h
        from an interview with Moray Welsh

        (2001)


        Rian Archives 



        [..]

        Moray Welsh                   
        I would love to hear something about your relationships with Oistrakh and Richter, two very different musical personalities from your own. Apart from your individual partnership with Richter, and the Beethoven Triple Concerto with the three of you, did you ever play chamber music together? 
        • SLAVA ROSTROPOVICH: 
        We did play an enormous amount together. Practically all the cello repertoire. [with Richter]
                       
        MW.: But did you think of playing Trios with Oistrakh and Richter?
        • SLAVA  ROSTROPOVICH:          
        No no. We only played the Triple Concerto. Because we each had different trios before. David  treated me wonderfully - I have an amazing letter from him with a signed photograph. He was a person of great integrity, and he had a trio, before I was an established cellist, with Oborin and Knushevitsky. 
                                    But I wanted to play trios too, so formed a trio with Gilels and Kogan. And there was a lot of intrigue between us ! People actually spread rumours that I was leaving my trio to join Ostrakh, and it was a major topic of conversation. But all the same we stayed loyal to our different trios. And I only gave up playing trios eventually because of a personal  quarrel with Kogan, but I remained very grateful to Gilels with whom I played with great pleasure.  So Richter found himself between the two of us [Oistrakh and Rostropovich], nor did I find it so comfortable playing Sonatas with Richter and Trios with Gilels! 
                                    My partnership with Richter was established very easily from the beginning, because in 1949 when Prokofiev wrote his Cello Sonata he requested that I should play it with Richter. That was his wish. So we put a whole recital programme together. Then later we played all the Beethoven Sonatas, Grieg, Chopin, all three Bach Sonatas, a lot of repertoire, and that was a very great joy for me in my life. 
                                    But it happened that after the episode with Solzhenitsyn, Richter and I stopped playing together. I didnt want to beg him to play with me, and and he didnt ring me, so I didn’t bother him. It seemed to me, in fact I am convinced, that he was afraid to contact me.


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        Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter



        H a r m o n i e   d u   s o i r


        Voici venir les temps où vibrant sur sa tige
        Chaque fleur s'évapore ainsi qu'un encensoir;
        ↪ Les sons et les parfums tournent dans l'air du soir;
        Valse mélancolique et langoureux vertige!

        Chaque fleur s'évapore ainsi qu'un encensoir;
        Le violon frémit comme un coeur qu'on afflige;
        Valse mélancolique et langoureux vertige!
        Le ciel est triste et beau comme un grand reposoir.

        Le violon frémit comme un coeur qu'on afflige,
        Un coeur tendre, qui hait le néant vaste et noir!
        Le ciel est triste et beau comme un grand reposoir;
        Le soleil s'est noyé dans son sang qui se fige.

        Un coeur tendre, qui hait le néant vaste et noir,
        Du passé lumineux recueille tout vestige!
        Le soleil s'est noyé dans son sang qui se fige...
        Ton souvenir en moi luit comme un ostensoir!


        Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal. 1857

        • [..] Ad un ascolto attento non sfugge quella sottile sfumatura sospesa e leggermente sfuggente che caratterizza tutte le interpretazioni di Richter: pur nella inarrivabile perfezione tecnica, il virtuoso è sopraffatto dal poeta che si accosta alla musica con la trepidazione di chi vuole solo sfiorare un mistero inafferrabile e arcano. Questo avviene soprattutto in Liszt, dove avvertiamo qualcosa di incompiuto e di inquieto, quasi come un affannoso rincorrere le profondità più conturbanti dell'animo umano, senza peraltro riuscire a decifrarle del tutto: una sensibilità moderna, quella di Richter, che ha colto attraverso il linguaggio della musica l'impenetrabilità dell'uomo e il suo smarrimento angoscioso dinnanzi al mistero inquietante della esperienza di ogni giorno.


        G.Perricone in "La civiltà cattolica", quindicinale italiano del 2 Ottobre 1971 (fondato nel 1850). Dischi. Pag.208. Philips 6521 014.



        LP Philips: Schubert: Momento Musicale op.94/4. Impromptu op.90/2,4. Chopin: Studio op.10/3. Liszt: Valses oubliées n.1/2. Studi Trascendentali n.5 Feux Follets, n.11 Harmonies du soir.


        Libreria dell'Università del Michigan



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        Nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

        I n t e r nationals          M a g a z i n e s
        🌟                                                                                                                   



        R e v u e   S y m p h o n i a

        Décembre 1995. No.1

        Louis Aragon et Éric Anther


        Richter par Aragon


        " Je suis un miroir "
        Un portrait de Sviatoslav Richter, par Éric Anther







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