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The Art of Sviatoslav Richter, tribute by Corrado Grandis

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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

    R I C H T E R IN  SVIZZERA, 1977


    Una testimonianza di Pedro Krantz

    Da un'intervista a Pedro Krantz, riassunto del testo su Richter 
    Pedro Krantz, ha conosciuto Richter ed è il patron dell'agenzia ginevrina "Cæcilia"; venne
    Foto di P.Krantz © . Richter e "Loulu" Lombard
    preso sotto l'ala di Mademoiselle Lombard (nella foto accanto: Louise Antoinette L.), laddove questi aprì l'agenzia "Cæcilia
    "nel 1958. Fu solo nella primavera del 1964 che Krantz si stabilì a Ginevra - all'inizio come assistente della Lombard, poi fu collaboratore, e quindi proprietario. Fu grazie alla Signora Lombard che conobbe e sentì alla Victoria Hall Evgenij Mravinskij con la Filarmonica di Leningrado, e potè stringere una sincera amicizia con Richter, di cui si prendeva cura ogni volta che tornava in Svizzera. Per Krantz, Richter era una persona affascinante e meravigliosa, benché nevrotica ed incline a frequenti cambi d'umore. Ma soprattutto era una persona colta, che conosceva la musica! Sapeva, il Krantz, che Richter amava le piccole città, in particolare d'Italia - Perugia, Mantova, Ferrara. Così,ricorda: nel maggio (giugno, ndt) del 1977 Richter tenne una tournée in Svizzera di 13 concerti, dopo sette (?) anni di assenza del Maestro dal paese elvetico. In quell'occasione speciale tutti i biglietti andarono naturalmente esauriti, anche se i luoghi erano desueti e per dei concerti certamente rari, specie per un grande musicista. In certi casi mancavano delle infrastrutture adatte per trasportare il pianoforte, ma Richter, ci racconta Krantz, non ne cancellò uno. Era allora accompagnato da Costantin Metaxas, alla guida dell'auto, e Richter era di buon umore. 

    Fu in quell'anno che Richter accettò di aprire la stagione estiva del Festival di Lucerna, con Riccardo Muti: in programma c'era il Concerto di Grieg, ed una liederabend con Dietrich Fischer-Dieskau. Purtroppo dieci giorni prima del primo concerto Muti si ammalò ed anche Fischer-Dieskau. Muti fu così all'ultimo momento sostituito da Paavo Berglund*: Richter venne però informato poco prima che il direttore finlandese era il sostituto di Riccardo Muti, questo perché temevano che Richter annullasse il concerto. Successe invece che a Lione (al termine della tournée francese) Richter accettò tranquillamente con un... "Beh", proprio così. Il concerto fu un trionfo, e fu il debutto di Richter a Lucerna (17 agosto, ndt ). Krantz ci racconta che Richter non era del tutto soddisfatto del finale e che lo suonò due volte (la seconda come bis), mentre all'orchestra, naturalmente, non importava e accettò le richieste fatte dal solista. Dopo di che, al concerto con Fischer-Dieskau mancavano solamente cinque giorni, e Richter studiava e si preparava. Ci fu anche un momento per fare una passeggiata e rilassarsi, in quanto il tempo era meraviglioso. Così il direttore del Festival cominciò a "preparare il terreno" per informarlo della malattia del cantante. E inaspettatamente, Krantz sentii Richter affermare che era disponibile a tenerne un altro, in sostituzione di quello annullato (Lucerna 2 settembre con DFD, ndt). Per Krantz, Richter è stato un uomo buono.




    Педро Кранц: «Благодаря русским музыкантам я узнал Россию» Nasha Gazeta CH. * NOTA: del Concerto a Lucerna con Berglund esiste la registrazione  (si veda "Richter, Scritti e Conversazioni" di Bruno Monsaingeon edito da IL SAGGIATORE a pag.317) © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. La fonte originaria viene sempre citata o collegata con un link alla stessa. In questo Blog OGNI citazione o riproduzione di brani/foto/immagini o di parti d'opere sono UTILIZZATI a soli fini di ricerca scientifico-artistica, il cui utilizzo avviene secondo finalità illustrative o di discussione e per fini NON commerciali. Nessun Adsens è introdotto, come altre forme pubblicitarie finalizzate al profitto. Traduzione amatoriale dal russo di C.G 

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    スヴャトスラフ・リヒテル


    27 March 1984 – Tōkyō – Shou - en

    Richter Presents
    Yatsugatake Kogen Music Festival
    1988




    ...  September 21 to 25 of 1988, assumed a new name, Yatsugatake Kogen Music Festival '88, and Sviatoslav Richter, a famous russian-born pianist, served as music director. Richter especially likes the Yatsugatake Kogen seen from a window through snow-covered trees, and has offered various suggestions in designing the new hall. The hall was designed on the basis of Richter's idea that all is behind trees and barely seen from outside but that there is a music hall. He proposed that it be a small wooden-structure. A new musical piece, entitled "Yatsugatake Kogen Music Festival '88" supervised by Richter himself, was performed at the opening ceremony... 

    Diamond Industria 1988

    Dang Thai Son

    (On Yatsugatake Kogen Music Festival 1988)

    • "I had more opportunities to be in some contact with Richter. Of course, I
      went to listen to many of his concerts in Moscow. The first time we met was actually in Japan. At the time, he had his own music festival. He had planned to play over three consecutive evenings.
      The first evening was devoted to 18th1]century music, the second was to the 19th 2], and the third to the 20th. He played the first two concerts and suddenly, did not want to play the last one. So there was a panic, and the agency asked if there was someone who could replace him. They offered him a list of replacement pianists - with the condition that the chosen pianist would have to play 20th century music. Luckily that season, I had played many works by Prokofiev, Scriabin, and Debussy. So Richter looked at the list of pianists that the agency had given him, and he chose me as his replacement. [..]
    D.T.S.
    Nota: Dang Thai Son è il pianista vietnamita che risultò vincitore al Concorso Chopin di Varsavia del 1980, laddove Pogorelich fu escluso e Martha Argerich lasciò la giuria per protesta. Rinomato pianista chopiniano fu allievo - al Conservatorio di Mosca - di Natanson e Bashkirov.

    1]21 september 1988
    Yatsugatake-Kogen.
    Opening of the first Yatsugatake-Kogen Ongaku-do
    Mozart: Sonatas, in F, K. 533/494, in E flat, K. 282, in C, K. 545, and in a minor, K. 310.
    2]23 september1988
    Yatsugatake-Kogen. Liszt: Polonaise n.2; Nuages gris; Consolation no. 6; Hungarian Rhapsody no. 17; Scherzo and March; Transcendental Etudes, nos. 1, 2, 3, 5, 7, 8, 11, and 10

    Read Midori Kawashima


    Meanwhile at Yatsugatake Kogen (Heights) Lodge they longed for Richter's concert. After I went to Yatsugatake to see the lobby, I thought Richter would agree to give a concert there. Everything went as we wished and in 1984 at the hall of the lodge deep in the heavy snow Richter's candle-concert was held. At Yatsugatake they tried their best to prepare for the concert. When Richter went there again with Nina in 1986 Nina also came to like the magnificent views of the mountains. Now Yatsugatake is planning to hold concerts produced by Richter and a small hall for Richter will soon be built. The hall will be a Japanese wooden hall in harmony with the environment. I hope Japanese audience will be fascinated by Richter's music in the pretty small hall where they really feel refreshed.

    © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. La fonte originaria viene sempre citata o collegata con un link alla stessa. In questo Blog OGNI citazione o riproduzione di brani/foto/immagini o di parti d'opere sono UTILIZZATI a soli fini di ricerca scientifico-artistica, il cui utilizzo avviene secondo finalità illustrative o di discussione e per fini NON commerciali. Nessun Adsens è introdotto, come altre forme pubblicitarie finalizzate al profitto.



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    Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

    Alcuni ritratti di Richter, Sostakovič e Britten

    À Laurent Marcinik
    (éminent critique de Diapason)

    Josif Alexandrovič Serebrianij
    1907-1979


    "Sviatoslav Richter"
    "Dmitrij Sostakovic. 1964". Galleria Tretjakov

    Dmitrij Dimitrievič Zhilinskij
    1927-2015


    "Svjatoslav Richter. 1984". Sotto un particolare 



    HenryLamb
    1883 - 1960


    Britten nel 1945. Britten/Pears Foundation 


    Vasilij Fëdorovič Bogomazov
    1868 - 1948


    Partic. d'un ritratto di Richter del 1944. Da collezione privata di V.Zelenin 



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    "Острова" - Святослав Рихтер
    2015

    Alcuni fotogrammi ed il link al film-documentario trasmesso da TV Kultura

    INTERVENTI: Elvira Orlova, Irina Antonova, Yuri Bochonoff, Natalja Žuravlëva e Dmitrij Žuravlёv (archivio), Yurij Bashmet.










    VIDEO (Русский) 





    © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. La fonte originaria viene sempre citata o collegata con un link alla stessa. In questo Blog OGNI citazione o riproduzione di brani/foto/immagini o di parti d'opere sono UTILIZZATI a soli fini di ricerca scientifico-artistica, il cui utilizzo avviene secondo finalità illustrative o di discussione e per fini NON commerciali. Nessun Adsens è introdotto, come altre forme pubblicitarie finalizzate al profitto

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  • 10/10/15--02:36: Il aimait lire Zola
  • Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

    R i c h t e r   en marche à  P a r i s
    (1961)

    Paris octobre 1961
    Il aimait beaucoup lire...

    Émile Zola
    La verité est en marche: rien ne peut plus l'arrêter
    (Cit. Le Figaro 1897)

    Au milieu du grand silence, et dans le désert de l’avenue, les voitures de maraîchers montaient vers Paris, avec les cahots rythmés de leurs roues, dont les échos battaient les façades des maisons, endormies aux deux bords, derrière les lignes confuses des ormes...

      ÉMILE ZOLA, " LE VENTRE DE PARIS " 1er chapitre (1873)

    The immense Palais de Chaillot was sold out immediately for his three concerts, and a fourth had to be announced. The word most suitable to his playing is "fascinating," with the brilliancy and the emotional tension which this term suggests.

      (The Music Magazine and Musical Courier, 1961) 


      © Dell'evento parigino Maurice Croizard scrisse un bel articolo (cliccate sopra l'etichetta Maurice Croizard qui sotto). Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. La fonte originaria viene sempre citata o collegata con un link alla stessa. In questo Blog OGNI citazione o riproduzione di brani/foto/immagini o di parti d'opere sono UTILIZZATI a soli fini di ricerca scientifico-artistica, il cui utilizzo avviene secondo finalità illustrative o di discussione e per fini NON commerciali. Nessun Adsens è introdotto, come altre forme pubblicitarie finalizzate al profitto. 

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      On  S c h u b e r t 
      Vmdaily.ru

      'Slava, why did you take such a slow tempo?'

      from 'Musiker im Gespräch: Sviatoslav Richter'
      by Jürgen Meyer-Josten

      [..]
      'Slava, why did you take such a slow tempo?' Yet I do not even play molto moderate but in fact only moderate. The others always play allegro moderate or simply allegro. The first Schubert work I played was the Wanderer Fantasy when I was still a student and then later the Sonata in D major, D850. I had once heard it from a woman student, terribly long and tedious, so that it was unendurable. I then said to myself, 'But it cannot be possible for Schubert to be this tedious', and I decided to play the sonata myself. What happened was what always happens with me: 'When are you going to give your next concert?' I was asked about that time. 'In twenty days,' was my reply; and on being questioned about my programme I added, 'Let's see now - Schubert among other things, the Sonata in D major'.
      Then I began to study it, and at the concert it went marvellously. Later I took up the Sonata in G major; it is the one I love most, more than the D major. Then came the big A minorSonata and the little A minor and the little A major (I don't want to play the big A major) after that the C minor, the unfinished C major, the B major Sonata, the E minor Sonata and the big B flat. I think altogether I have ten Schubert sonatas in my repertoire. 
      E minor, D 666/506; B major, D 575; F minor, D 625; A major, D 664; A minor, D 784; C major, D 840; A minor, D 845; D major, D 850; G major, D 894; C minor, D 958; B flat major, D 960.  11 sonatas by Schubert. The G major sonata Richter only played once in the West - 27 September 1977 Aldeburgh. 
      As far as I know I introduced these works in Russia, up till then they had not been played in our country. They were immediately very well received by the public. On my first appearance in Paris, in 1961, I first played a mixed programme of Brahms, Scriabin and Debussy *; in the second concert I played Schubert: the unfinished C major Sonata and the little Allegretto in C minor, and in the second part the B flat Sonata. And the Parisians understood it at once. The audience in Paris reacts like a thermometer; at the same time it is not primarily musical. Nor do I really like an audience that is too musical. In Germany, for example, the audience is a little too educated musically, and then it easily loses its spontaneity. A concert is then no longer an adventure, but almost i lecture. Many pianists decline to perform unknown works. But I cannot always play the same pieces that everybody knows. For this reason I no longer want to hear the Appassionata at all; for many years I have no longer played it. I last played it in 1960, in New York, 9 and in fact very badly. I was thoroughly ill at the time. I found everything horrible on this first tour in the USA. Initially I found this other hemisphere psychologically and geographically horrible. I was afraid and did not know what I was afraid of. Before the second recital, consisting of a Haydn sonata and Prokofiev, a doctor gave me a tranquillizer. When I went on to the stage and played, and struck a wrong note, it all seemed funny to me. Unfortunately they recorded and published precisely these concerts. Later I recorded the Appassionatoa again in America, in the studio; it is not particularly good. I regard my Appassionata recording from a concert in Moscow as much better. In the case of Schubert's Wanderer Fantasy which, as I say, I had already played as a student with Neuhaus, it was only very late in life that I succeeded in acquiring the freedom it needs. One must not play it academically; one has to take risks, as with scarcely any other work. Schubert not only had a great influence on Liszt but in my opinion had an effect, above all through the Lied, on Wagner, particularly in Die Walküre but also in Tannhauser. Of Weber's sonatas I play only one, that in D minor. I have also always wanted to play the first, the C major, but so far have not got round to it". 
      The A flat Sonata I do not care for so much, nor the one in E minor; in the latter I find the first theme so lachrymose. One should, of course, play the Weber sonatas. Unfortunately one hears them very seldom.

       *

      From 'Musiker im Gesprach: Sviatoslav Richter' by Jürgen Meyer-Josten. © Copyright 1982 by Henry Litolff's Verlag/CF Peters. This text is a compilation of various informal talks Jürgen Meyer-Josten conducted with Sviatoslav Richter in the course of several years. Jürgen Meyer-Josten is head of the music department at Bavarian Radio in Munich. Translated from the German by John Nowell.From "RECORDED SOUND" - 1983 and IPQ - 1997


      © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. La fonte originaria viene sempre citata o collegata con un link alla stessa. In questo Blog OGNI citazione o riproduzione di brani/foto/immagini o di parti d'opere sono UTILIZZATI a soli fini di ricerca scientifico-artistica, il cui utilizzo avviene secondo finalità illustrative o di discussione e per fini NON commerciali. Nessun Adsens è introdotto, come altre forme pubblicitarie finalizzate al profitto. 

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      "Non ho mai trovato la chiave di Mozart"

      Benjamin Britten on Mozart
      'the most controlled of composers, who can express the most turbulent feelings in the most unruffled way'


      Richter e Britten. Mozart a due. 1967
      Neuhaus osservò come Richter studiava, in particolare laSonata in Fa maggiore K.280: egli si torturava, letteralmente, in un momento preciso dell'opera di Mozart, ovvero una semplice scala, ma che in ogni modo costituiva per lui, per Richter e dunque per Mozart, un momento ben preciso, sensibile, della Sonata. Neuhaus si diede un'unica spiegazione possibile, ovvero: Richter creava la "sua tecnica" quasi sempre in modo nuovo, come fosse la prima volta, in modo non disgiunto dall'assieme, finalizzata. La sua creatività stava dunque nel mettere in concreto le sue azioni nell'ambito di una = percezione "fenomenologica" dell'arte. Ogni momento costituisce un problema da risolvere, e questi aspetti tecnici sono infiniti quanto vasta è la musica (ci avvisa Neuhaus). Penso così, e in questo senso mi riferisco anche al post sul suprematismo (Richter paragona l'intangibilità di Mozart alla impenetrabilità del mistero divino), che la cosiddetta "chiave" per Mozart costituisse,  per prima cosa, nel suo voler dare un preciso contesto, un senso logico di una linea, di una "semplice frase" e quant'altro ma, sottolineato, all'interno di un mosaico fatto di colori, rilievi diversi che confluiscono nell'"assieme" di un'opera compiuta: come il puntinismo in pittura, il colore e le sfumature del quadro si definiscono distanziandosi da esso, ma lo stesso è il risultato di un assieme di punti di colore diverso accostati. Difficile in Mozart, in quanto apparentemente scarno nella scrittura, quando invece profondo e viscerale laddove procura sgomento e tutti i sentimenti umani possibili. Studiandolo, Richter non era quasi mai del tutto soddisfatto: sapeva cosa c'era dietro ma non riusciva a far emergere un "quadro", come diceva il suo Maestro, sufficientemente vero del pensiero mozartiano? La = riviviscenza ovvero l'equivalente al massimo di appartenenza/introiezione ed espressività dell'opera? (Stanislavskij) In secondo luogo: forse per Richter l'illusione - di cui parla Malevič - poteva davvero, in qualche modo, incunearsi nel momento della resa dei conti: avvicinarsi e credere di aver capito era una illusione nel momento stesso che la percezione era a suo giudizio dissimulata, rispetto all'origine intenzione. Ciò non significa, a mio parere, che l'aspetto "debole" del Mozart richteriano (se mai ci fosse, io non lo capirei di certo) consista nel non aver toccato quei discutibili aspetti mistici o fanciulleschi, codette improvvisate come gli abbellimenti, la leggerezza scorrevole e discontinua, le sonorità a tinta pastello o da clavicordo, staccati ecc. riconosciuti come elementi "tipicizzanti" del compositore salisburghese (invero, sono in gran parte triti luoghi comuni, già peraltro superati dalla cosiddetta "prassi filologica", da molto tempo). Forse per Richter costituiva l'ennesimo, o forse l'unico enigmacriptato da risolvere, nelle maglie di una mappa di apparente semplicità, ma di fatto intangibile, sfuggente, insidiosa e misteriosa, spesso drammatica: la scrittura mozartiana. In questo senso si, penso che la semplicità del bambino possa essere l'unico paragone possibile: c'è dentro un mondo fatto di molteplici aspetti di cui l'adulto non ne è a conoscenza, non ricorda più. Emergono dei "segni" e di questi molti vanno quasi decifrati e ricomposti,  fanno parte di un complesso mondo "a parte" e incomprensibile, pur se "apparente". L'affinità per Haydn è un altro capitolo, ma anche in Mozart, a mio parere, Richter ha scolpito il suo marmo come Michelangelo"Non ha l'ottimo artista alcun concettoCh'un marmo solo in sé non circonscrivaCol suo superchio, e solo a quello arrivaLa man che ubbidisce all'intelletto...". Ci riuscì più volte, a modo suo, (s)colpendo il nostro cuore.
      C.G.





      ↪ PS: Perché ho associato la percezione "fenomenologica" dell'arte col concetto di Stanislavskij, la "riviviscenza"? Il simbolo =  
      Non mi sembrerebbe così albertino...Se nel senso filosofico possiamo intendere la "fenomenologia" - nei termini di doppia conoscenza (percezione) - tutto ciò che si presenta a noi come rappresentazione o oggettività e ne prendiamo atto, allo stesso tempo studia l'oggettualità in quanto manifestazione. Ergo: ridar-vita (riviviscenza) al "veduto" (oggetto), ovvero a ciò di cui siamo consapevoli, in quanto vediamo come ci si presenta, significa capire cosa sia in sé l'oggetto stesso come manifestazione (espressione)



      📖  IL MOZART DI RICHTER  📖
      Nel Blog alcuni spunti critici


      Cit. Olivier Bellamy 
      "Le dictionnaire amoureux du piano"

      " Si Richter a tout joué ou presque, son génie a montré une limite particulière : Mozart. Comme Gould ou Toscanini, Richter est passé à côté. C'est peut-être que Mozart échappe aux puritains ! Il préfère l'amoralité d'Horowitz..."

      🌟
      Maurice Fleuret
      ↪ RICHTERIANA - Mozart joué par Sviatoslav Richter




      Murray Perahia on Britten cadenzas (1966 date of compositions, ndr.) for Mozart Concerto E flat K.482: - The prospect of Benjamin Britten cadenzas sounds intriguing. Britten wrote very interesting cadenzas, I believe for a performance that Sviatoslav Richter was going to play, and whenever Richter plays that concerto, he plays the Britten  cadenzas. I think Britten was working on [the opera] Peter Grimes at the time (?, 1944 ndr.), and the cadenzas are not only beautiful, but they reflect a very creative time in Britten's life. The trouble is, they are completely inappropriate to the Mozart — completely. They are very much in the Grimes idiom, full of echoes from Grimes, and harmonically nothing to do with the Mozart, even though some of the Mozart themes are treated in some very strange form. - Couldn't you make the argument that if the piece is played by a twentieth-century pianist, perhaps Mozart's themes treated in a more contemporary harmonic setting might be fitting? Shouldn't the cadenza combine elements of both the  composer and the performer? - Well, Schnabel felt that what a cadenza should be is the performer's reflection on what the piece is about — a distillation, if you. KEYBOARD/ APRIL 1982

      (Sviatoslav Richter: "...la cadenza di Britten è discutibile. La cadenza di Britten è splendida! E curiosamente, risulta che la suoni meglio dello stesso Concerto)



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    • 10/14/15--10:04: 24th Warsaw Autumn (1980)
    • Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      24thWarsawAutumnFestival
      RICHTER NIKOLAEVSKIJ KAGAN PISARENKO BASHMET


      Photo: Andrzej Glanda. Composer Krzysztof Meyer and Richter
      24th WARSAW AUTUMN lNTERNATlONAL FESTlVAL OF CONTEMPORARY MUSlC SEPTEMBER 19-28, 1980 
      By HlLARY BRACEFlELD 

      The first-time visitor to the Warsaw Autumn cannot but be impressed by the length, scope and presentation of this well - established 20th - century music festival. The first-time British visitor will long remember the large and committed audiences, the concentration on recent contemporary music, and the chance of meeting most of Poland's leading composers and musicians from eastern Europe. [..] The presence of Sviatoslav Richter and his playing made a highlight. A solo retrospective of the piano music of Prokofiev from 1913 to 1947 was followed by a recital in which Richter appeared with viola player Yuri Bashmet in Shostakovich's Sonata op. 147, with the soprano Galina Pisarenko in Szymanowski's Songs of a Mad Muezzin and with the Moscow Conservatory Ensemble in Janáček's Concertino. lncidentally the Szymanowski performance won the prize for the best interpretation of a Polish work in the festival. Finally, Richter appeared with Oleg Kagan (violin) and the Ensemble again in a demanding concert of Hindemith's and  Berg's chamber concertos and an arresting Violin Concerto by Alfred Shnittke, written in 1976, which rather showed up the concertos for this instrument heard in other concerts. The Conservatory Ensemble, students and recent ex-students, played impeccably.

      The Editors, Contact Magazine. 1981

      [..] Sviatoslav Richter is engaged for major roles in three of the concerts 1]. It is hard to imagine any of the last four conditions obtaining, yet  they all were part of the 24th Warsaw Autumn held in Poland in September 1980. The Warsaw Autumn has always been a showcase for recent Polish music and a source of showcase for recent Polish music and a source of atmosphere. [..] Sviatoslav Richter's contributions were in this category: a full Prokofiev solo recital, Janáček's Concertino, Hindemith's Kammermusik No. 2, Berg's Chamber Concerto (with Oleg Kagan), and accompaniments to Shostakovitch's Viola Sonata and Szymanowski's Le Muezzin passionné. 

      American Music Centre Newsletter. N.Y. 1981

      Photo: Guests at the “Warsaw Autumn” Festival were on the one hand musicians who played instruments in an unconventional and surprising manner – and, on the other hand, virtuoso performers of 20th-century classical music. Meyer talking to one of the most outstanding pianists of his generation Sviatoslav Richter after his concert. Warsaw 1980. Soure: Porta Polonica


      1] "WARSAW AUTUMN", September 1980
      20. Warsaw.
      Prokofiev: Légende op. 12 no. 6; Visions Fugitives op. 22. nos. 3-6, 8, 9, 11, 14, 15, 18; Dance op. 32 no. 1; Waltz op. 32 no. 4; Pensée op. 62 no. 3; Paysage op. 59 no. 2; Sonatine Pastorale op. 59 no. 3; from Cendrillon, op. 102/1 3, op. 95/2, op. 97/3, 6; Sonata no. 9 
      23. Warsaw,  with Y. Bashmet, G. Pisarenko, Y. Nikolayevsky, Orchestra of Moscow Conservatory.
      Shostakovich: Sonata op. 147
      Janáček: Concertino
      Szymanowski: Chant du muezzin 
      25. Warsaw, with Oleg Kagan, Y. Nikolayevsky, Orchestra of Moscow Conservatory.
      Berg: Kammerkonzert.Hindemith: Kammermusik No. 2.




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      Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      Sognante e sonnecchiante 
      Il giovane Svetik a scuola (Odessa)
      (per lui gl'anni più "terribili" delle imposizioni)

      A scuola ad Odessa. A destra, Svetik appoggiato al muro. Anni '30
      Как я не любил школу!
      Come non amavo la scuola! 
      - SR.


      • Odessa 1926-1931 Richter odiava certe imposizioni, ed anche quando ad undici anni fu iscritto alla scuola tedesca di Odessa lui piuttosto di andarci preferiva molte volte passeggiare tra le rovine e gl'angoli più reconditi della città, che considerava di miglior insegnamento, rispetto alla scuola che doveva frequentare e alle "farse" che capitavano nella sua classe indomabile. Quando non marinava la scuola, invece, il bambino che era così propenso al sogno, veniva frequentemente e di colpo scosso dall'insegnante con dei sonori RRRICHTER! ("Erano le trombe di Gerico"), quando lui stava assorto e giocava al suo gioco preferito, quello "delle opinioni" 1]...ovvero su cosa potevano pensare papà, mamma, zia Mery od altri in certi, diversi contesti...Naturalmente non sapeva più cosa rispondere a Frau Peters! Mentre Vera Nikolaevna (un'altra insegnante?) era più propensa a proteggerlo, pur non amando particolarmente l'alunno - come riferì lei stessa alla mamma Anna - diceva: "Richter non fa queste stupidaggini!".
      • E poi a Mosca, al Conservatorio... Richter doveva obbligatoriamemente sostenere l'esame di teoria marxista, al Conservatorio di Mosca: alla domanda su chi erano Marx ed Engels, Richter rispose: "I primi UTOPISTICI socialisti!2]. Venne naturalmente ESPULSO dal Conservatorio, e successe per ben due volte. Neuhaus, a quel tempo era anche il rettore, fece di tutto perché venisse riammesso nella sua classe! (Scrisse pure a Zhitomir, dove Richter era ritornato). Ci fu ancora lo studio di questa"babele politico-filosofica" con Rostropovič, che ci racconta di una curiosa intuizione...(un'altro aneddoto, che per cronologia immagino si tratti della seconda sanzione). Richter e Rostropovič si trovavano per un breve periodo tutti e due al Conservatorio ed era durante la Seconda Guerra Mondiale: Rostropovič entrò a 16 anni, come allievo di Kozoloupov, era dunque il 1943. Rostropovič ricorda che Richter gli chiese di preparare con lui l'esame di storia del Partito. Iniziarono i vari tentativi, ma non c'era verso, l'assopimento era per i due inevitabile, non riuscivano combinarci nulla. A quel punto sarebbe stato meglio che ognuno studiasse per conto proprio, disse Mstislav. Finché Sviatoslav, ossia Glasha (come Mstislav lo chiamava) ebbe un'intuizione che riteneva sarebbe stata "infallibile": chiamò Mstislav e si recò nuovamente da lui. Rostropovič: "La sua invenzione consisteva nel farmi inginocchiare a terra, di fronte a lui. Davanti noi mise il grande tomo intitolato "Un corso breve della storia del partito", che ogni studente doveva conoscere dentro e fuori. "Vedi," disse Glasha, "se ci addormentiamo, cadiamo in avanti dritti sul libro e ci sbattiamo la faccia. In questo modo saremo costretti a rimanere svegli!" 3] 


      1] Valentina Čemberdži e Bruno Monsaingeon In viaggio con Sviatoslav Richter, Nuove Edizioni e Рихтере его словами, Agraf 2004 / B.Monsaingeon "Scritti e Conversazioni" Il Saggiatore 2015 
      2] Mikhail Ardorv : Memories of Shostakovich: interviews with the composer's children and friends" by M.Ardov. Ed. Short Books 2004
      3] Elisabeth WilsonRostropovich: the musical life of the great cellist, teacher, and legend. Ivan R. Dee, 2008
      1943 ARCHIVIO del CONSERVATORIO di Mosca: nel fascicolo che Evgenja Krivizkaja ha sfogliato, prima dell'intervista a Bruno Monsaingeon, ha trovato 3 documenti:
      • la data di ingresso con l’iscrizione nel 1937; all’esame lui eseguì il Preludio e Fuga in Mi bemolle maggiore di Bach, la Sonata nr.28 di Beethoven, la Quarta Ballata di Chopin,
      • il secondo foglio sanciva l’espulsione dal collettivo degli studenti il 18 agosto 1943, perché non aveva compiuto il piano degli studi,
      •  il terzo foglio la riammissione al quinto anno nell’ottobre 1945.

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      l Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      Breve brano tratto da un'intervista
      L'approccio da  a r t i g i a n o
      La mia personalità? Quando suono stacco la spina 

      Győr 1986, Giugno




      Márta Pió - Quale successo concertistico ricorda con più piacere?
      Sviatoslav Richter - È una domanda difficile. Tra i più memorabili, penso ci sia quello del 5 marzo 1942 a Mosca, dove ho suonato il Quinto Concerto di Prokof'ev diretto dal compositore. Sì, è stato probabilmente il più memorabile.
      D- L'approccio alle opere per lei dev'essere più razionale oppure emotivo?
      R- Razionale. Proprio come un artigiano.
      D- E che importanza attribuisce al suo bagaglio di esperienze, nei vari rami dell'arte, e quale peso hanno nel momento decisivo di eseguire queste opere?
      R- È vero che come un artigiano, cerco di trattare le piante. Consapevole che dovrei impedire che si influenzino tra loro. Ma penso che tutte le altre esperienze abbiano sul mio lavoro il loro impatto, sotto molteplici aspetti.
      D- Stilisticamente, i critici affermano che la sua personalità è del tutto inimitabile. La sua scuola non è stata avviata...
      R- Non ho mai avuto alcuna intenzione di avviare una scuola! Quanto alla mia personalità, cerco di staccare la spina quando suono. Intendo rendere l'opera com'è stata concepita dal compositore, immaginarmi come il suo specchio.
      D- "La scuola" - sarebbe disponibile se un giovane venisse da lei per dei consigli, e quali sarebbero quelli fondamentali secondo lei?
      R- I miei consigli riguardano sempre la musica, questioni specifiche applicabili a situazioni specifiche. Potrei, in termini generali, dire ciò che dovrebbe fare un artista in erba, io gli direi: pregare e lavorare - modestamente.
      D- Quarto concerto a Győr: ho sentito dire che lei ama passeggiare nel lungomare, dentro la città. Un piacere, alla ricerca della tranquillità nel paesaggio, oppure la musica riempie i suoi pensieri in ogni momento?
      R- Non penso alla musica. Nuove idee, ricerco il nuovo.
      D- Lei cerca, nonostante la costante pressione del pubblico, di ritagliare dei suoi momenti privati?
      R- Non posso essere una persona privata. Dopo aver avuto a che fare con la musica! Io vivo e lavoro nella élite. Se faccio questo, come ricavarmi del tempo? Ebbene, con ciò che può aiutare la mente. Libri, film, passeggiate ed altro, in modo da andare incontro alla mente.

      [..]



      Breve ma saliente brano tratto da una intervista con Márta Pió, avvenuta dopo due recital di Richter a Győr, in Ungheria: 10-11 giugno 1986. Fonte: "Szvjatoszlav Richter Magyarországon" di Márta Papp, pag.199. AKKORD 2001


      © Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. La fonte originaria viene sempre citata o collegata con un link alla stessa. In questo Blog OGNI citazione o riproduzione di brani/foto/immagini o di parti d'opere sono UTILIZZATI a soli fini di ricerca scientifico-artistica, il cui utilizzo avviene secondo finalità illustrative o di discussione e per fini NON commerciali. Nessun Adsens è introdotto, come altre forme pubblicitarie finalizzate al profitto. Traduzione amatoriale dall'ungherese di C.G 

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      The whole hall was lighted by sunshine... (S.R.)
      Gennadij Roždestvenskij
      An anecdote 



      (..)


      I chose Scriabin's Prometheus, playing it with the composer's behest in mind: 

      “Light must fill the hall, it must pervade the  entire atmosphere. . . .” 
      I believe we achieved that, although Scriabin was talking about color effects. 

      (..)




      Once, after a concert of Sergei Prokofiev's works,Svyatoslav Richter said:

      "What a wonderful day it was!"(The concert had been held in the daytime, in the Grand Hall of the Moscow Conservatory).   "The whole hall was lighted by sunshine; thousands of colors surrounded me, just like in Scriabin's music. I wanted to play so much, compose, create.”
      Of course, when he spoke of color and light, Richter did not mean an electronic machine grammed for certain color effects. What he had in mind was the creation of a new musical fabric born in the process of performance, in the process of improvisation.

      (..)



      From Soviet Life.
      Embassy of the Union of the Soviet Socialist Republics in the USA, 1968


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      MaximVladimirovichKonchalovsky
      Pianista allievo di Gilels e pittore

       "Галерея А3"Максим Владимирович Кончаловский, "Созвучие"Живопись 2009 г.


      Ritratto di Sviatoslav Richter 



      (Русский)

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      Carnegie Hall October 1960

      Tucson Daily Citizen and SaturdayReview.USA 1960 
      (excerpts)


      "NEW RUSSIAN IMPORT" : IRVING KOLODIN. Tucson Daily Citizen July 23, 1960
      MUSICAL CURTAIN LIFTED

      NEW YORK - When Nikita Khrushchev's journey to America was being planned some months ago, a suggestion was made in this space that he could give true evidence of, good will be including in his party the outstanding pianist, Sviatoslav Richter. Reason for this, of course was that despite the reclame he has won from his recordings, Richter has not been permitted to play beyond such Iron Curtain countries as Poland and Czechoslovakia. What was then said in' jest can now be stated in truth, for the recently returned S. Hurok confirms that permission has been granted for Richter to visit the United States and he will begin a three months' tour on this side of the Atlantic with five dates in Carnegie Hall between Oct. 19 and 30. What this portends cannot be fully stated, but Hurok reports that when asked what talent he wanted from Russia for the forthcoming winter he said "Moiseyev Ballet and Richter. Now is the time for them." After consulting the necessary "higher echelons" the request was granted, though Moiseyev was called on the carpet after his triumphant success in America for having painted conditions here too glowingly in a speech upon return, and Richter has only recently made his position vis-a-vis official dogma plain when he participated in the funeral services for the late Boris Pasternak. As Hurok sees it, the gestures are intended to show that Russia values "cultural exchange" with America as'highly as ever, despite the U-2 incident, the harsh words at the summit and afterwards. If so, the coming of Richter may be an augury of better relations in other matters than cultural. A native of the Ukraine, where he was born 46 years ago, Richter (as his name suggests) differs from many of his Soviet, contemporaries in having a partially Germanic background (as his playing proclaims). The sort of a professional musician (also a pianist), Richter has been concerts since 1934, though it was after this that he entered the Moscow Conservatory. Both as student and professional, he has won many honors (including the Stalin Prize) and shared the platform with the visiting Philadelphia Orchestra in a Leningrad performance of a Prokofiev concerto in 1958. He will reciprocate by being guest of the Philadelphia Orchestra in its home city next fall in a series of appearances that will  a carry him coast to coast. There could hardly be a more welcome visitor to help inaugurate a new chapter in the history of Carnegie Hall.

      July 23, 1960. Page 14
      Tucson Daily Citizen 
      from Tucson, Arizona

      November 26, 1960

      Excerpts from
      "Great Artists of our time III: Sviatoslav Richter" 


      TWO VIEW OF SVIATOSLAV RICHTER
      V.DELSON - RALPH PARKER (Excerpt)
      October 15, 1960










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      S á n d o r  G y ö r g y 
      adAnn Arbor con Richter 1970



      Foto: Zeneakadémia képgyűjteménye. 
      G.S. (1912-2005) 
      György Sándor e Sviatoslav Richter avevano un amico (ungherese) in comune: era Pal Fejér
      Di questo personaggio rilevante per la storia dell'Opera di Budapest (Hungarian Opera House), di cui fu per molti anni direttore, abbiamo recentemente dato spazio nel blog, in occasione della uscita di un bel volume, fonte di questo mio articoletto (nota in calce). 
      Dopo aver assistito al concerto di Richter all'University Musical Society della Università del Michigan (il 31 marzo del 1970, terza ed ultima tournée negli States), in data 5 aprile Sándor spedisce all'amico Pálhoz il programma del concerto sul quale verranno posti numerosi messaggi firmati dai due, assieme ad una lettera. Così, quando György Sándor e Richter si incontrarono, presumibilmente subito dopo aver assistito al concerto del 31 marzo all'"Hill Auditorium, il pianista naturalizzato americano riferì a Slava della volontà di spedire la lettera al loro amico Pal Fejér ("Richter aveva gli occhi luccicanti"), assieme al "loro" programma. 

      La lettera di Sándor si riferisce naturalmente al concerto, e all'uomo Richter:

      (mi scuso per la sommaria traduzione)

      Programma originale (non autografo)

      "(Richter) Ha suonato come un dio, e non c'è alcun dubbio che al mondo non ci sia alcun pianista che oggi lo possa appena sfiorare! Il fatto che sembra un angelico, simpatico ragazzo, non è così determinante perché ce ne sono così tanti al mondo - ma (questi) suonano musica e suonano il pianoforte - e con l'eccezione naturalmente dei presenti - nient'altro. È rassicurante da parte sua sentirgli dire che quando l'interpretazione gli prende una brutta piega, c'ha sempre quel dubbio di esserne (pur)troppo sicuro ... Così le grandi persone. Lui è veramente piacevole ascoltarlo, è così che siamo entrati in sintonia. Gli ho dato una copia delle mie pubblicazioni (le revisioni) delle Sonate di Prokof'ev, soprattutto perché ci sono numerose annotatazioni nei testi, nei quali sono possibili delle versioni alternative."

      Estratto dalla nota 15 e dal testo della lettera no.41 di  Egy barátság levelei  Szvjatoszlav Richter és Nyina Dorliak levelei Fejér Pálhoz 1954-1997

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      OlegSergeevič Prokof’ev
      onfatherSergejandRichter

      Prokof'ev family: Sergej, Svjatoslav, Oleg and the first wife Lina Codina Llubera

      [..]


          (Oleg Prokof'ev)        "I would like to finish where I began, his piano playing (Sergej Prokof'ev). It was the last time I
      Lina L. Prokof'eva, Oleg and Svjatoslav P.
      heard him play. It was his birthday, the twenty-third of April, 1947, in the house in Nicholas Mountain. Of musicians, only Miaskovsky and Richter were invited. For Richter, Father prepared a surprise, a sort of present for him and for all the others as well, on his own birthday, still unfinished and later dedicated to Richter. Father valued him immensely as a pianist; I witnessed how he listened to a recording of the Seventh Sonata as recorded by Horowitz and found Richter's superior. "Less mechanical", he said. It was a soft, spring day, the kind that always seems so tenderly calm after a devastatingly endless Russian winter. Father was playing the sonata himself, from the drafts, and  therefore frequently stopped, made mistakes, all of it with a certain premeditated disregard for the technical side of performance. Still, the pastoral spirit was felt by all, in harmony with the day's quiet mood. Richter later wrote in his memoirs that "this, in a certain sense, is a sonata domestica". What dominated the piece was a tranquil transcendence, and only sometimes, here and there, the former, tempestuous Prokofiev peeked through a little. On the day of his sixtieth birthday, when the doctors prohibited him from attending the anniversary concert of his works, Richter played the Ninth Sonata for the first time in public. Father listened on the telephone."

       Oleg S. Prokof'ev (1928-1998), artist

      Source: The Yale Literary 1979




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      Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      R I C H T E R  "alla maniera di Callot"



      À un ami qui lui signalait un article sur lui ayant pour titre : « Son Dieu, c’est Schubert ! », Richter répliqua aussitôt :
      « Mon Dieu, c’est la DIFFÉRENCE !»– 
      « différence » écrit en lettres capitales, sans doute pour traduire la force avec laquelle le mot fut prononcé, souligné de la voix. Qu’a-t-il voulu dire ? Je vous laisse rêver… Les propos de Richter sont souvent fulgurants !


      (Le Monde de la Musique, N° 82, octobre 1985. Entretien avec Éric Anther)


      ErnstTheodorAmadeusHoffmann
      1776-1822



      Pezzi di fantasia alla maniera di Callot
      (Fantasiestücke in Callots Manier)

      KREISLERIANA 


      L'esecutore dev'essere consapevole di una iniziazione sacrale, e entrare arditamente nel cerchio magico delle apparizioni evocate dalla potente malia di quelle pagine. Chi non sente dentro di sé tale consacrazione, chi considera la musica un piacevole passatempo, un riempitivo delle ore oziose, un titillamento buono per orecchi ottusi — o un pretesto di ostentazione personale — se ne tenga lontano. Per costoro calza benissimo l'avvertimento: . . . estremamente ingrate!

      Il vero Artista vive unicamente per l’opera come l’ha concepita l’autore – e così la esegue. Si guarda bene dal mettere avanti la propria personalità e tende con tutte le forze a far rivivere nella loro smagliante policromia i quadri stupendi, le affascinanti immagini racchiuse nell’opera dalla magica forza del compositore, affinchè esse avvolgano l’ascoltatore in nembi di luce, gli infiammino il cuore e la fantasia e lo trascinino in rapido volo verso il lontano, magico mondo dei suoni.


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      Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

      И жизнь, и слезы, и любовь

      [..]

      «Oggi, 10 febbraio 1962, è il giorno della morte di Puškin ed è il compleanno di Boris Pasternak». 

      (Heinrich Neuhaus)

      Non sono riportati da nessuna parte i racconti orali di (Heinrich) Neuhaus sul suo soggiorno presso  l'Hotel Lubjanka. In varie occasioni Neuhaus ci ha raccontato di essere stato imprigionato all'inizio della guerra (1941). Dalla testimonianza dei familiari (si legga Miliza Neuhaus, figlia del Maestro in "Riflessioni, memorie, diari" ed. Sellerio 2002: "Arresto di Genrich Gustavovič Neuhaus" a pag. 23) si può ricostruire una triste parentesi definita da Neuhaus nell'Autobiografia come «allontanamento  involontario dall'insegnamento».



      Rimase sotto interrogatori con accuse idiote dal novembre 1941 fino al luglio 1942 nel carcere della Lubjanka. Durante l'isolamento, come spesso raccontava, gli fu concesso di leggere; la sua lettura preferita fu naturalmente quella di Puskin: la biblioteca del KGB conteneva quasi l'opera omnia del miglior poeta nazionale. Ecco in quali condizioni il Maestro perfezionò la propria conoscenza delle opere di Aleksandr Seergeevič! Lo stesso Neuhaus ci ha confessato che riteneva il massimo capolavoro della sintesi tra la poesia puskiniana e la musica, la romanza di Michail Ivanovič Glinka"Ricordo il magico istante"...

      Ed ha perfettamente ragione. Si tratta effettivamente dell'apice delle possibilità umane, del miglior contributo musicale alla parola di Puškin.



      • Mi permetto una breve guida all'ascolto di questa romanza. La romanza si apre, si apre proprio come il sipario al teatro, con una breve introduzione del pianoforte. Nell'esecuzione di Richter ha un suono da camera che già determina il senso intimistico della romanza. Nella conclusione la stessa frase suona in un altro modo: sembrerebbe che il pianista non abbia alcuna voglia di separarsi da una cara persona. Sulle parole «davanti m'eri apparsa tu» (V.V) 1] la parte del canto è estremamente semplice, ma nello stesso tempo è incredibilmente raffinata e femminile - in un leggero mordente mi sembra di intravedere un ricciolo femminile. Nella successiva frase sincopata «come fuggevole visione» (V.V) 2] sembra di vedere un'affascinante volto femminile.....(con Nina Dorliak, vedi link sotto)



      VALERIJ VOSKOBOJNIKOV 

      (da "Puškin europeo" a cura di Sante Graciotti/Fondazione Cini,  2001. Marsilio Edit. Palermo)


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      Aleksandr Puškin 
      Ricordo quel meraviglioso istante  
      Ricordo  quel  meraviglioso  istante:
      1/2] tu  mi  apparisti  avanti, come visione  passeggera,come genio di pura bellezza. 
      Tra  i  languori  di  disperata  tristezza,
      tra  le  agitazioni  di  rumorosa  vanità,
      a  lungo  mi  sonò  la  dolce  voce
      e sognai le care sembianze. 
      Passaron gli  anni. Il  soffio  tumultuoso  degli  uragani
      disperse  i  sogni  primi,
      ed  io  dimenticai  la  tua  dolce  voce,
      le tue celesti sembianze. 
      Nel  deserto,  nel  buio  dell’esilio
      piano  si  trascinarono  i  miei  giorni
      senza  deità,  senza  ispirazione,
      senza lacrime, senza vita, senza amore. 
      E’  giunto  all’anima  il  risveglio:
      ed  ecco sei  di  nuovo  apparsa,
      come visione  passeggera
      come genio di pura bellezza. 
      E  il  cuore palpita  in  ebbrezza,
      e son  per  lui  risorte e deità,
      ed  ispirazione, e vita, e lacrime, e amore.

      Traduzione curata da T. Landolfi


        
      ESEGESI. Questa è una delle poesie più belle in assoluto di Puškin.  Egli esalta “quel meraviglioso istante” come un momento straordinario, così fittizio ed effimero, ma che, nello stesso tempo, nasconde un universo di emozioni. Il poeta, catturato da questo “genio di pura bellezza”, si trova naufrago tra languori, agitazioni ed uragani, che però, col passare del tempo, si placano. Tuttavia, si tratta di una quiete che non giova al poeta, anzi, lo lascia “senza  deità, senza ispirazione, senza lacrime, senza vita, senza amore”. A un certo punto, la dama riappare e, nonostante sia passato del tempo, la visione appare come la prima, la dama appare ancora  come “genio di pura bellezza”. E qui che è insita la straordinarietà di tale evento (e di tale poeta), che fa risorgere in Puškin quei sentimenti, sia di gioia che di affanni, sia di tristezza e felicità, che si riassumono in “e vita, e lacrime, e amore”.  

      Esegesi curata da A. Vonella




      Glinka eseguito da RICHTER E DORLIAK



      Я помню чудное мгновенье

      Я помню чудное мгновенье:
      1] Передо  мной  явилась ты, 
      2] Как мимолетное виденье, 
      Как гений чистой красоты. 

      В  томленьях  грусти  безнадежной 
      В тревогах  шумной  суеты, 
      Звучал  мне долго  голос  нежный 
      И снились милые черты. 

      Шли годы.  Бурь  порыв  мятежный 
      Рассеял  прежние  мечты,  
      И я забыл твой голос  нежный, 
      Твои небесные черты. 

      В  глуши,  во  мраке  заточенья Тянулись тихо  дни  мои 
      Без  божества, без  вдохновенья, 
      Без слез, без жизни, без любви.

      Душе  настало пробужденье: 
      И вот опять явилась ты, 
      Как мимолетное виденье, 
      Как гений чистой красоты. 

      И сердце  бьется  в  упоенье, 
      И для  него  воскресли  вновь 
      И божество, и  вдохновенье, 
      И жизнь, и слезы, и любовь.


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      Claude Gingras


      S v i a t o s l a v  R i c h t e r
      (À Montréal : vendredi 9 et samedi 10 décembre 1960, au Théâtre St-Denis)

        
      N O T E S
      60 ans de vie musicale. Confidences et anecdotes
      Les débuts en Amérique de Sviatoslav Richter furent lents à se produire. Non  pas tant parce que le pianiste avait peur de l’avion, chose très connue, mais parce que, chose moins connue, sauf des autorités soviétiques, celles-ci craignaient le scandale. Richter était officiellement marié à la soprano Nina Dorliak, mais chacun, semblet-il, menait sa propre existence. Mais on s’en fiche pas mal et on n’ouvrira pas une enquête là-dessus. 
      Je me rappelle quand même un incident que m’avait rapporté son imprésario Koudriavtzeff.
      Lors de sa première visite ici, en décembre 1960, dans le cadre de sa première tournée sur ce continent, le pianiste avait, en pleine nuit, échappé à la surveillance des agents qui l’accompagnaient et avait été arrêté pour vagabondage sur le campus de McGill, situé non loin du Ritz, où il était descendu (avec ses gardes !). Il ne parlait ni français ni anglais, et la police prit un certain temps à savoir qui il était. Elle dut, pour ce faire, joindre l’imprésario en plein sommeil. À quelque chose comme 6 heures du matin, si je me souviens bien. Ce n’est cependant pas là l’aspect le plus intéressant de cette première visite de Richter, pour deux récitals, les vendredi et samedi 9 et 10 décembre, au théâtre St-Denis. Nous sommes toujours en 1960. Son programme de tournée comprenait la cinquième Sonate de Scriabine.  
      Audio (Sviatoslav Richter)

      Anecdote⤵sur le manuscrit de la Sonate de Scriabine

      Il la jouait à New York, mais non à Montréal. Or, on savait que le manuscrit de la cinquième Sonate et celui du Poème de l’extase, l’œuvre la plus connue de Scriabine, se trouvaient ici même, légués par le compositeur au pianiste et pédagogue Alfred La Liberté avec lequel il s’était lié d’amitié (on orthographiait aussi « Laliberté »). Une amie, Thérèse Grondin, née Jarry, connaissait très bien la veuve de La Liberté, MadeleineÀ ma suggestion, et avec l’assistance  de Koudriavtzeff, les  deux  femmes allèrent,  après  le premier récital,  montrer le précieux document à Richter. Thérèse me raconta la scène. (Je n’étais pas là, mais au journal en train d’écrire ma critique.) Richter, qui avait du sang allemand, prononçait le nom de Scriabine à l’allemande : Chkriabine. Il posa les deux mains sur le manuscrit et murmura quelque chose en russe. Traduction de Koudriavtzeff : « Ne vous départissez jamais de cela. » L’inévitable arriva. En 1972, l’année marquant le centenaire de la naissance de Scriabine, les autorités soviétiques invitèrent la veuve de La Liberté à Moscou… avec les manuscrits. On lui offrit une médaille et on déposa les deux pièces au Musée Scriabine, là où il était normal qu’elles soient, de toute façon. À cet égard, je me rappelle encore les craintes de Madeleine.« N’écrivez pas que j’ai cela chez moi. J’ai peur des voleurs ! » 


      © Les Éditions La Presse. 2014, Montréal (Québec) PDF  


      ↪Sur l'édition Henle Verlag et Alfred, Madeleine Laliberté PDF (English, Deutsche, Français)


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      R i c h t e r  at the SheldonianTheatre

      Oxford: October 22, 1968




      Sviatoslav Richter: Sheldonian Theatre, October 22


      Sviatoslav Richter's reputation as a pianist is such that the Sheldonian was packed for his first recital in Oxford. Many in the audience must have wondered if his musicianship and technique would be as outstanding as so many critics had reported it to be, but after hearing him no one could have been disappointed. His technique is
      Other source  (SR. 60')
      based on the method that has produced all the greatest pianists of the past, the use of the forearm to produce the necessary power, the back of the hand kept as steady as is possible, all the flexibility being in the wrists and the fingers. By his complete mastery of this method he has absolute control over tonal gradation and never hits the piano to produce a forte or is uncertain in his piano. Combined with this superb technique he has an apparently spontaneous and natural musicianship, which never sounds forced or overcultivated. Bach's second French Suite in C minor showed at once the perfection of Richter's control of sound, the absolute precision of his technique and his fine sense of style. Beethoven's Eroica Variations, Op. 35, were played with such authority and insight that the interpretation was a revelation of their depth and intensity. A Russian pianist with the gifts of Richter could hardly fail to give an ideal performance of Mussorgsky's Pictures from an Exhibition; for with him the the unpianistic writing seemed hardly notice able and every note was set in its proper place. The audience was, very rightly, wildly enthusiastic.

      Rita Harris
      OXFORD MAGAZINE 1968

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      Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter
      e nel 90mo della nascita di Dmitrij Krasnopevtsev




      [1925-1995, 90.mo]

      Retrospettiva  K r a s n o p e v t s e v

      "Dmitrij Krasnopevtsev - Sviatoslav Richter: persone oneste in un paese caotico"
      «Порядочные люди в стране беспорядка»

      E la corrispondenza con l'amico Sviatoslav Richter


      "Natura morta con cappello e bastone" ('50). Coll. Mark Kurzer


      La mostra - inaugurata da Irina Antonova il 13 Ottobre scorso - ha presentato una retrospettiva di alcune opere selezionate del grandissimo artista, permettendo di seguire l'evoluzione del percorso creativo dell'autore Krasnopevtsev e delle sue principali fasi di sviluppo. L'esposizione comprendeva anche dei materiali che testimoniano una amicizia di lunga data tra Dmitrij Krasnopevtsev e Sviatoslav Richter, parte della corrispondenza tra Richter e Krasnopevtsev (proveniente dagl'archivi della famiglia e dalla famiglia Krasnopevtsev Smirnov-Stetsenko). Inoltre, sono state esposte delle fotografie del famoso Maestro della fotografia Igor Palmin, un amico del blog che, ricorderete, tempo addietro  mi autorizzò la pubblicazione di alcune sue splendide fotografie relative ad una esposizione di Krasnopevtsev del 1975-1978.



      Mostra di opere di Dmitrij Krasnopevtsev 
      13 ottobre - 7 novembre 2015
      Biblioteca Arts. AP Bogolyubov, Mosca, Sushchevskaya Str. 14 (Art. M. "Novoslobodskaya)
      Fonte: Artinvestement.ru






      Lettera di Sviatoslav all'amico Dmitrij. Settembre '86 (da Ulan-Ude). Proprietà di famiglia 




      Qui sotto, riporto la traduzione della lettera a cura del Maestro Valerij Voskobojnikov, allievo di Neuhaus nonché mio vicino amico e guida. Per Valerij sembra corresse l'anno '62, circa, quando fu ospite alla prima di una mostra in casa di Richter, nel vecchio appartamento di questi. 

      Grazie Valerij.



      "Cari Dima e Lilja,

      noi (Oleg e Slava) ci troviamo seduti sul treno Irkutsk-Ulan Ude a tarda notte. Accanto, sembra, ci sia il lago Bajkal ma noi non vediamo nulla. In un barattolo ci sono le rose, classiche, il trofeo del concerto. "Rosa è rosa"(Gertrude Stein). Oggi, in giornata, siamo stati per un momento al Museo di Irkutsk, dove secondo me Rokotov, nel ritratto del piccolo zar Aleksandr, è trascendentale. Letteralmente luminoso.
      Ci sono altre belle tele, Petrov-Vodkin, Burljuk.
      Presto dovrò apparire in Giappone (di nuovo!). C'è un abisso di concerti, domani sarà il n.90 nell'anno 1986. Ma potete immaginare che suonare spesso é più facile che non di rado. Evidentemente ci si abitua. Penso che anche per Lei sia così. Tornerò, credo, per la fine delle Serate di Dicembre. Leggo (e penetro) nello spirito dei francesi Racine!!! E Rimbaud!

      Con tutti i miei migliori auguri, La bacio, sempre Vostro Sviatoslav"



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