Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter
R i c h t e r sull'Appassionata di Beethoven
L'artista deve cercare di immergersi nella musica del compositore,nel sentimento dell'epocae di caratterizzarla al meglio.
S.Richter
Da: "I pianisti parlono". Rivista russa MUSICA (edita nel 1990) *
All'inizio del 1969, subito dopo il suo ritorno da una tournée all'estero, e quasi all'indomani della sua ripartenza, Sviatoslav Teofilovic Richter ha gentilmente risposto alla mia richiesta: parlare della Sonata Op.57 di Beethoven ("Appassionata"). (..) D.Blagoij
- A Vostro avviso, quale ruolo occupa la Sonata Op.57 di Beethoven, in quale modo Voi vi approcciate a questo lavoro?
- L'"Appassionata", mi sembra, occupi un posto assai particolare, unico tra le altre opere di Beethoven. Voi potreste parlare, in linea generale, delle Sonate del primo periodo del compositore, così differenti per straordinaria freschezza, giovinezza, per la loro spontaneità, certamente ciascuna di loro è unica. Devo aggiungere che alcune di queste Sonate come la Settima, l'Undicesima, la Terza, e in certa misura la "Patetica", mi sono particolarmente care e vicine (però questo è soggettivo, come per le altre più tardive).
In ogni modo, potreste ugualmente parlare d'un certo numero di peculiarità che accomunano le ultime Sonate di Beethoven, che, come opere mature, sono dei lavori più oggettivi, e continuo a pensare siano queste veramente le creazioni più perfette del compositore (in particolare la Sonata Op.111, d'impatto certamente unico), che non vogliono né necessitano di essere comparate....In qualità di interprete, direi che si tratta di un "mostro", che resta in eterno "tra Scilla e Cariddi"...
- Come Voi percepite razionalmente quel clima sfaccettato nella musica dell'"Appassionata", in particolare in relazione alle parole stesse di Beethoven su "La Tempesta" di Shakespeare?
- Attualmente, dopo una pausa di dieci anni - un tempo l'ho suonata molto, forse anche troppo, sembra, e per questo l'ho accantonata per così tanto - nel suonare la Sonata Op.57 avrei qualcosa da dire sul clima di questo lavoro.
Penso che tutti qui ci vediamo la notte. Mi ricordo delle parole di Heinrich Gustavovic Neuhaus, il quale immaginava il secondo movimento della "Appassionata" come un lago di montagna... Ha fatto una connessione assai precisa e acuta: infatti, io ci vedo come se delle stelle, misteriose e scintillanti, fossero riflesse in un lago di montagna...
Penso che tutti qui ci vediamo la notte. Mi ricordo delle parole di Heinrich Gustavovic Neuhaus, il quale immaginava il secondo movimento della "Appassionata" come un lago di montagna... Ha fatto una connessione assai precisa e acuta: infatti, io ci vedo come se delle stelle, misteriose e scintillanti, fossero riflesse in un lago di montagna...
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