Concludendosi il Centenario della Nascita di Sviatoslav Richter
3 "S p i g o l a t u r e"
Sul suono di R i c h t e r
Dei piccoli estratti o citazioni
- 1994. Le jeu de Richter est autant éthique qu'esthétique: pas de narcissismesonore mais une tension constamment maintenue, une brûlure à vif, un poids de gravité presque austère parfois, mais toujours nourri de couleurs profuses, porte par une volonté rythmique qui inscrit comme une nervure à l'intérieur de la musique. Chaque pensée est approfondie dans le mouvement même de la musique, comme si cette pensée naissait de la musique elle-même, avec une vérité nue qui s'impose à l'esprit autant qu'au cœur.
(L'Événement du jeudi. 1994)
- 1985. In addition to his many other wonderful qualities Richter is for me the greatest interpreter of Debussy; his playing really has three or four dimensions. It's not just beautiful sounds and beautiful sonorities; I find the imagination behind the sonorities unmatchable. There is a fantastic feeling of spontaneity and of "creating at this moment". In fact, everything is worked out before, but at the same time he always creates "at this moment", and this feeling is marvellous.
(Vladimir Ashkenazy, In: Beyond frontiers 1985 -》 Franç.)
Una recensione discografica d'"epoca":
- 1961. Al suo primo apparire in Occidente, l'anno passato, Sviatoslav Richter ha subito attirato su di se uno straordinario e ammirato interesse. C'è stato chi ha detto che questo pianista russo è forse il più grande pianista vivente ; e anche se è presto per sottoscrivere senza esitazioni questa opinione, nessuno può dubitare, ascoltandone anche una sola esecuzione, di trovarsi di fronte a un artista potente ed eccezionale. Ascoltiamolo anche noi. in una serie di interpretazioni schubertiane comprese in un microsolco da 30 cm di produzione sovietica, della Mezhdunarodnaja Kniga, distribuito in Italia da Ricordi (D 0459495). Il disco presenta, di Schubert, la sonata op. 42 e gli improvvisi op. 142 n. 1 e op. 90 n. 2. Si è parlato volutamente di interpretazioni: sappiamo benissimo che si discute se non convenga lasciare questo termine alle indagini critiche. Ma il fatto è che ci sembra appunto di sentire in queste esecuzioni di Richter un rivivimento critico dell'opera schubertiana; oltre, va da sè, a una partecipazione intuitiva veramente impressionante nei passaggi dall'estrema delicatezza alla estrema potenza, dai sogni alle tempeste; ma sempre con una lucidissima coscienza dell'architettura concettuale. Auguriamoci dunque di risentirne altre, e molte, di queste interpretazioni.
(Discoteca alta fedelta': Vol. 16 -1961)
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