I n t ernationals M a g a z i n e s
di Giorgio Ceccarelli-Paxton
PREMESSA

Come sempre, e probabilmente per sempre, sono profondamente in debito con Davide Ciaccia per tutto il materiale qui riportato, per informazioni, indicazioni, suggerimenti, notizie ecc.ecc.ecc.
BBC MUSIC MAGAZINE – MARCH 2015
Omaggio reso dalla rivista inglese al grande Slava, con un cd allegato al numero di marzo 2015.
A pagina 7 della rivista c’è un brevissimo articolo riprodotto nella foto con l’elenco dei brani contenuti nel cd. A mio modesto avviso Richter avrebbe meritato qualcosa di più di una paginetta, ma si sa che io sono di parte.
Piuttosto desta sorpresa lo stratosferico errore di attribuzione dei brani contenuti nel cd al concerto di Londra, Royal Festival Hall, dell’11 maggio 1969. In realtà Beethoven, Schumann e Chopin furono eseguiti il 20 ottobre 1968 (città e luogo esatti), mentre l’Image di Debussy viene dal concerto dell’ 8 ottobre 1969 alla Free Trade Hall di Manchester.
L’errore è ancora più marchiano se si considera che proprio la BBC aveva edito quelle interpretazioni nel cd BBC BBCL 4090-2 (Beethoven, Schumann, Chopin) e nel cd BBC BBCL 4222-2 (Debussy), attribuendovi le date corrette.
Nonostante tutto va dato un plauso a questa rivista, considerando che altre riviste specialistiche non si sono nemmeno ricordate dell’anniversario del centenario della nascita. Mi riferisco, tanto per non fare nomi, a Gramophone.
CLASSICA – AVRIL 2015 nr. 171
Ridenominazione de Le Monde de la musique, il numero di aprile della rivista si segnala per un referendum tra i lettori che sono stato invitati a scegliere il loro pianista preferito. Non so quanto tempo sia durato il “jeu”, come lo chiama simpaticamente la rivista, se vi fosse già in partenza una rosa designata di pianisti selezionati e quanti lettori vi abbiano partecipato, e soprattutto il distacco – per usare un termine sportivo – tra un pianista e l’altro. Sta di fatto che il numero Unoè risultato, ancora una volta, Sviatoslav Richter.

A distanza di 16 anni dal sondaggio della rivista inglese, a distanza di 18 anni ormai dalla sua scomparsa, Richter si staglia ancora come il pianista più considerato, più amato, più venerato dal pubblico e dalla critica.
Per chi avesse la curiosità della “graduatoria” emersa dalle votazioni eccola qui:
2 - Brendel
3 - Gould
4 - Argerich
5 - Rubinstein
6 - Arrau
7 - Pollini
8 - Horowitz
9 - Haskil
10 - Cziffra
La rivista cita anche altri pianisti che hanno avuto una buona quantità di voti dai lettori: Michelangeli, Zimerman, Kissin, ecc. ecc. con diversi artisti francesi, come logico.

PIANISTE – AVRIL 2015 nr. 91

Complimenti a chi cura il lascito artistico del Maestro.
P.S Dopo aver scritto questa nota ho appreso da Davide che la traduzione italiana del libro di Monsaigeon sarà presto in libreria per“Il Saggiatore”. Lascio inalterata la mia indignazione su espressa, limitandomi a dire “Era ora…dopo quasi venti anni dalla morte”.





Soprattutto il secondo ci da conto del parere di altri artisti: Luisada, Ranki, Muti, Lugansky, Aimard e del produttore discografico Jacques Leiser (tra i collaboratori di Monsaingeon nel video Richter l’Insoumis).
Tra parentesi noto come solo le riviste specialistiche francesi abbiano omaggiato il centenario richteriano. Qualche vagito dall’Inghilterra (BBC Music Magazine), silenzio assoluto dall’Italia. Bene.
La rivista propone oltre agli articoli anche un binomio di cd omaggio, anch’essi interessanti. Il primo (cfr. scansionamento Les indispensables de Diapason ) riporta delle registrazioni in studio a Salisburgo del 1972 (Schubert) e 1971 (Schumann e Brahms). Tali esecuzioni sono facilmente reperibili su altre etichette e sono ormai ben custodite negli scaffali di tutti gli appassionati.
Il secondo cd invece (cfr. scansionamento Diapason d’or) è molto interessante. C’è infatti il Quintetto per piano e archi op.34 di Brahms in una esecuzione moscovita in studio del 1958 insieme con il Quartetto Borodin. Tale esecuzione viene erroneamente pubblicizzata dalla rivista come la prima uscita in compact disc. In realtà la prima pubblicazione in cd si ebbe sul giapponese VICTOR VICC 2123 e più recentemente su ANDROMEDA ANDRCD 5119 e VENEZIA CDVE 04398. Rimane però il fatto che il giapponese è piuttosto datato e difficilmente reperibile come anche il Venezia, etichetta russa che appare solo in Giappone e subitaneamente scompare. L’Andromeda è una piccola etichetta italiana (credo) con una diffusione limitata.
E’ dunque vero che questa pubblicazione della rivista francese – anche se non una primizia – copre una latenza distributiva piuttosto sensibile.
Curiosa pubblicazione di una nuova etichetta – Minuet Records – la cui provenienza, a parte il “made in the EU”, non sono riuscito a individuare.

Stride la banalità di questa emissione (per quanto riguarda la scelta dei brani ovviamente, non l’aspetto artistico – ricordo che questa esecuzione dell’Appassionata ha spaccato in due parti la storia dell’interpretazione di questo brano: il prima-di-Richter e il dopo-Richter) con la cura con cui il libretto accompagnatorio è stato progettato. Buona la sintesi biografica di Josh Tenenbaum, interessante la riproposizione integrale delle note dell’originale LP della RCA, belle le due citazioni sulla back-cover del libretto, una di Richter, una di Marlene Dietrich (vedi scan), d’altronde già presentate su questo blog.
Per evitare l’inevitabile mal di testa che ogni emissione della Praga produce in chi vuole controllare la correttezza delle informazioni fornite nel libretto accompagnatorio, do per scontato che questa volta le attribuzioni delle date e dei luoghi siano giuste, tranne un paio, come vedremo.
Ecco l’elenco dei brani:
1/2. Scherzo e Marcia da Mosca 9.5.19573. Mephisto Waltz nr.1 da Mosca 5.2.19584. Ave Maria da Mosca 9.5.1957 (data errata, quella giusta è Polling 17.8.1982 1])5. Pensèes des morts da Mosca 9.5.19576. Funerailles da Mosca 5.2.19587. Andante lagrimoso da Budapest 11.9.1982 (dubbio, potrebbe essere Polling 17.8.1982 1])8. Mephisto Polka da Colonia 10.3.198810. Valse oublièe da Mosca 5.2.1958
Tutte le esecuzioni provenienti dalle suddette date sono già stati pubblicate in precedenza su altre etichette, e precisamente:
1,2,5,9 su GREAT ARTISTS IN MOSCOW CONSERVATOIRE SMC CD 0052-535,9 su PARNASSUS PACD 96017/85 su PREISER PR 950033,6,10 su REVELATION RV 100113,10 su WHRA-60434 su vari PHILIPS7 su BMC 171 (HUNGARIAN SET) [se da Budapest]; su vari PHILIPS [se da Polling]8 su vari PHILIPS E DECCA ufficiali
Al di là di queste note che vogliono solo essere, come sempre, una semplice guida per coloro che possiedono già queste esecuzioni richteriane al fine di districarsi nella congerie di brani, date, inesattezze che si affastellano tra di loro, rischiando di far acquistare doppioni e magari mancare l’acquisto di vere e proprie gemme; al di là di questo, dicevo, abbiamo in questo cd un Richter ancora giovanissimo che esegue Liszt non solo con il consueto virtuosismo, ma anche con un sentimento ed una penetrazione psicologica atta a far apprezzare il compositore ungherese anche a chi, e sono molti, non lo apprezza vuoi per partito preso vuoi perché lontano emotivamente dai propri echi ed atmosfere.
Anche nei due brani degli anni ’80, sembra che non siano passati trenta anni dalle precedenti incisioni: il virtuosismo, la misura, la musica sono le stesse. Oppure si prenda Nuages gris, dove l’impressionismo lisztiano si salda con l’impressionismo e il simbolismo di Debussy: tutte le registrazioni disponibili sono degli anni ’80, questa di Mosca è l’unica degli anni ’50. Le atmosfere che Richter crea sono le medesime: chiaroscuro, incertezza, mistero, indeterminatezza. Richter non ci dà una descrizione naturalistica, ma scende nel profondo e capisce che questo brano dell’ultimo Liszt (il pezzo è del 1881, cinque anni prima della morte del compositore) è un’anticipazione di Debussy (che era nato 19 anni prima, nel 1862). Debussy, e anche Ravel, avrebbero potuto tranquillamente scriverlo loro. Richter ce lo dimostra. Richter non suona solo musica, suona cultura.
1] La presenza dell’Ave Maria da Polling 17.8.1982 mi fa propendere per questa data anche per l’Andante lagrimoso.
PROFIL PH 15011 – TEOPHIL RICHTER

Come si vede non è un pezzo rivoluzionario, che anticipa chissà quali trasformazioni radicali nella musica del ‘900, ma è un pezzo estremamente piacevole del quale lo stesso Sviatoslav ci parla nel libro di Monsaingeon (siamo a casa di Richter durante una prova il 28 novembre 1988): “Il Quartetto Borodin ama moltissimo questo Quartetto di mio padre e ha deciso di includerlo nel suo repertorio; io ne sono rimasto molto commosso, perché è stato una loro scelta sincera e obbiettiva. Mi piace questo lavoro per la sua grazia e per la mancanza di artificiosità, due qualità intrinseche a tutti i lavori di Papà”. [Bruno Monsaingeon – Sviatoslav Richter, Notebooks and conversations – ed. inglese Faber and Faber 2001 pag. 329]
Il cd contiene anche il Quartetto per archi in Fa maggiore op.26 di Felix Blumenfeld (1863-1931). Blumenfeld fu un compositore, direttore d’orchestra, pianista, professore al Conservatorio di Mosca, zio di Heinrich Neuhaus. Da Neuhaus a Richter il passo è molto breve e questa scelta dei produttori del cd, oltre che del bravissimo Odessa String Quartet è assolutamente azzeccata.
Per chi ne fosse interessato il cd è di facile reperimento sui principali siti online ad un prezzo leggermente superiore ai 10 euro.


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