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Un'immagine "dinamica" suggestiva |
aSanta Margherita
di Marina Remaggi, pianista
Il mio incontro ravvicinato con Richter, per noi pianisti come un faro in un mare in tempesta, fu a Santa Margherita durante un suo soggiorno. Tenne un concerto privato per gli allievi del Conservatorio, nella sala congressi dell'Hotel dove alloggiava. Naturalmente suonò sul suo pianoforte che aveva portato con se in vacanza.
Eseguì le Suites Francesi di Bach (il concerto durò due ore). 1]
Avevo già ascoltato dei concerti di Richter, ma quel giorno, seduta nelle prime file, fu straordinario!
Chiusi gli occhi e non sentii più un pianoforte ma un'orchestra barocca. Come riusciva a differenziare i timbri ed il colore delle varie parti a tal punto da renderli simili a violini o corni…!?
Tutto era in tale armonia ed in equilibrio da evocare il sublime.
Richter confessò a Lidiadi non essere soddisfatto, perché il suo pensiero si era concentrato sull'idea di una "saponetta"!!!
Per quanto riguarda l'esecuzione di Bach mi viene in mente una citazione dal libro "Gödel, Escher, Bach"2]. Come per i nastri magici di Escher, nei quali la mente non riesce a vedere contemporaneamente la concavità o la convessità ma è obbligata a scegliere una modalità di visione, così nell'ascolto di una fuga la mente deve scegliere se seguire la parte o il tutto.
Bene, nelle sue esecuzioni bachiane, Richter pare proprio abbia superato questo problema: la parte è la chiave per l'ascolto del tutto.
Marina Remaggi
1]Nota: Centro congressi del "Grand' Hotel Miramare" di Santa Margherita: 28 Gennaio 1991. Bach: Suites Francesi 2, 4, 6 e Ouverture Francese BWV 831
2]"Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante", libro di Douglas Hofstadter.