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Luca Segalla: L'incandescenza di Sviatoslav Richter ("MUSICA 259")

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Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

„L'incandescenza di Sviatoslav Richter„

di Luca Segalla



Incipit del PDF gratuito della Rivista "Musica" no.259/Settembre 2014. Fonte: Zecchini.com ©



Su Sviatoslav Richter bisognerebbe scrivere un romanzo. E` stato il pianista del XX secolo, come Liszt e` stato il pianista del secolo XIX. Il suo repertorio sterminato, l’impronta indelebile che lasciava in ogni interpretazione, l’istinto della tastiera, la capacità quasi demiurgica di accendere l’entusiasmo, se non il delirio, del pubblico. Richter era tutto questo. Aveva il coraggio di affrontare la musica contemporanea e di proporla al suo pubblico adorante. Fu uno dei primi grandi interpreti, insieme a Gilels, delle sonate di Prokofiev, fu il dedicatario della Sonata n. 9 ed il protagonista della prima esecuzione pubblica, nel 1940, della Sonata n. 6, qui rappresentata da una registrazione del 1966. Per non dire dei Preludi e fughe di Shostakovich e delle pagine  di Hindemith e di Szymanowski. Se il suo Novecento si fermava agli anni Cinquanta, e` sorprendente pero` notare come molte pagine novecentesche entrarono nel suo repertorio solo dopo i settant’anni, come la Suite «1922» di Hindemith, le "Variazioni op. 27" di Webern e la "Piano Rag Music" di Stravinski, le cui uniche registrazioni esistenti risalgono al 1989. Il fatto e` che Richter era uno straordinario lettore a prima vista, un pianista onnivoro che non si stancava di arricchire il suo repertorio arrivando anche a mettere da parte pagine ben collaudate in concerto per lanciarsi all’avventura con nuovi lavori. Non era certo un pianista che si risparmiasse i rischi, Richter, navigando nelle acque sicure delle pagine che aveva sotto le dita da anni: nei recital, poi, prendeva rischi pazzeschi e le note false in certe serate erano un diluvio incontrollabile (a parte i proverbiali buchi di memoria, che lo afflissero anche nel pieno del vigore fisico), eppure le note false, nelle serate di grazia, non contavano nulla a fronte del fuoco che riusciva a scatenare sulla tastiera.



[…]
Il cofanetto di 33 CD pubblicato dalla Decca offre l’occasione per tornare a riflettere sull’arte di uno dei piu` grandi pianisti del XX secolo, forse il piu` grande







Nota: Le fotografie, di provenienza russa, non sono incluse nell'originale impaginazione dell'articolo.

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