Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter
K i r i l l K o n d r a š i n
K i r i l l K o n d r a š i n
"U n f e n o m e n o u n i c o"
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Il suo effetto magnetico sul pubblico è davvero sbalorditivo. Potrei citare pochissimi grandi musicisti, tra quelli che ho avuto l'opportunità d'incontrare (Michelangeli, in primo luogo), capaci in tal modo di attirare gli ascoltatori.
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Per un direttore d'orchestra collaborare con Richter è molto facile. E non perché suona "a tempo", ed è facile da "catturare", ma perché ė sempre molto chiaro e consapevole di ciò che vuole - da se stesso e dall'orchestra -, è in grado di spiegare esattamente di che cosa ha bisogno, e far figurare le loro parti. Dai mie incontri con Richter ho imparato molto sentendo il suo "laboratorio", preparando l'opera.
Dal mio punto di vista, Richter è un musicista poliedrico.
Il suo dominio in stili così eterogenei destano ammirazione. Ho potuto collaborare con lui in varia musica, stilisticamente molto diversa, e sempre con appropriatezza artistica. Ricordo la sua performance del Quinto Concerto di Saint-Saëns - la musica mi sembrava un po''vaporosa'. Per Richter, era invece immaginifica, e fu in questo modo che ci venimmo a capo. In particolare, fu un suo quadro che ci sembrava molto interessante e Medio-Orientale (il compositore aveva trascritto la parte orchestrale poco dopo la sua visita in Egitto), con quelle argute modulazioni scritte in partitura, con alcuni episodi politonali che anticipano il Bolero di Ravel, la sua interpretazione faceva in quel momento dimenticare le qualità intrinseche della musica.
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Riassumendo, ci tengo a sottolinearlo, Richter ė un fenomeno assolutamente unico. Francamente, nel corso degli anni la sua maturità artistica é diventata ancora più suadente.
Pubblicato sulla rivista "Musica sovietica", del 1975, № 7.
© Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari. Traduzione non professionale dal russo di C.G.