R i c h t e r alla Società dei Concerti di Trieste
(31 Ottobre 1977, Teatro Politeama Rossetti)
Da TRIESTE - Prestigiosa apertura beethoveniana alla Società dei Concerti.
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Al giovanile Beethoven ha invece dedicato il suo memorabile concerto, Sviatoslav Richter, interprete delle Sonate Op. 2 n. 1, Op. 10 n. 3, Op. 22 e Op. 26. Filtrata dalle sonorità fin troppo soffici del suo strumento, la poetica di Richter sembrava proiettarsi ben al di là della svolta storica del 1800 (il quasi protoromantico «preludio» dell'Adagio dell'Op. 22) percorrendo tutto il futuro di quella musica in uno sfuggente soliloquio poetico; un filo estetico che passava fra i recessi lirici di Beethoven, contemplati in assorta solitudine: dall'Adagio o dalla « tinta » notturna del Minuetto della Prima Sonata, al Largo dell'Op. 10 n. 3 (certamente una delle emozioni più intense della serata) fino alla «marcia funebre» dell'Op. 26. L'estrema trasfigurazione di un fraseggio tutto spiritualizzato, la sua agogica sapiente, il suo tocco incorporeo ed insuperabile, pur esterni all'architettura beethoveniana dominata, per esempio, da un Gilels, coglievano sempre il segno occulto di una poesia aerea, fuori del tempo; al di là di ogni schema razionale.
Nuova rivista musicale italiana, 1977
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