« il est question de silence » (Marcel Beaufils)
Lo Schumann di Richter
Lo Schumann di Richter
per Bruno Boccia
Una interessante recensione di un disco schumanniano, edito dalla EMI "Voce del padrone", di B.Boccia
Recensendo tempo fa un disco inciso da Richter, prima che egli suonasse a
Roma quest'inverno, non ho nascosto la mia violenta ammirazione per un pianista che, come lui, riesce a vitalizzare la musica che troppe esecuzioni, troppi pianisti, rischiano di anemizzare seriamente. Ho insistito su questa facoltà di Richter, favorendo l'impressione che io lo anteponessi a tutti i più grandi concertisti di oggi. In verità l'incandescenza delle sue interpretazioni è unica, e in quanto tale non ha uguali: direi che è la sua caratteristica più spiccata, più efficace. Dopo un concerto di Richter, infatti, occorre uno sforzo per liberarsi dal suo fascino, e per rendersi conto che, nel complesso, non tutto è plausibile, che vi sono errori di gusto, intemperanze, eccessive libertà. Con tutto ciò, questo disco conferma l'indimenticabile impressione che il pubblico di Roma, di Palermo e di Venezia ha ricevuto ascoltando dal vivo l'ormai celebre pianista. Schumann è l'autore che più gli è congeniale, che contribuisce a rendere efficaci le turbolenze del suo stile pianistico, ora tutto teso in violenti slanci virtuosistici, ora intento a cesellare una melodia, a chiarirne i più riposti echi nel discorso musicale, sempre impegnato a creare un'atmosfera quanto più possibile cangiante e variegata da mille sottintesi poetici, che talvolta possono sembrare troppo accentuati, ma che alla fin dei conti sono sempre affascinanti.
[....] La Sonata op. 22, invece, traduce l'esigenza di Schumann di affrontare la prova, assai impegnativa, della grande forma-sonata, un genere dai precedenti illustri, e in cui egli apporta il colore tipico della sua musica, ora violenta e tumultuosa, ora lieve e sognante, ripiegata nell'estasi più ineffabile. [....]
Come interpreta Richter queste pagine famose ?
Su Richter le cronache italiane hanno detto tutto. E' stato il pianista più discusso,
quello che ha suscitato amori e odi, e le reazioni le più contrastanti. Nel pianismo di Richter c'è, sostanzialmente e soprattutto, un estro altissimo, tenuto continuamente in bilico su voragini profondissime. Se però egli è toccato dallo stato di grazia, non ci sono, allora, più punti di paragone col pianismo usuale che la tradizione e la letteratura hanno configurato. E' il caso, come massima semplificazione, dell'Andantino della Sonata op. 22 che è difficile uguagliare nel suo colore fondo, nella sua risonanza inquietante, in quel senso verso la vertigine del silenzio, in quei lenti episodi sonori, profondi come abissi, vere spirali d'angoscia. Quest'Andantino non rientra nella sfera della «romanza»: « il est question de silence » scrive M. Beaufils e Richter dà vita sonora a questo profondo universo schumanniano con una congenialità perfetta di rispondenza lirica, dando spazio e ritmo a un silenzio metafisico, a zone di dolci malinconie che segnano nettamente il contrasto con le pagine ardenti e tumultuose del tempo precedente e con quelle demoniache e d'impronta kreisleriana dello Scherzo e del Rondò finale. Anche dei Papillons e del Carnevale di Vienna Richter si conferma interprete squisito: tutta la «difficile» poesia schumanniana è stata enucleata dalle complesse strutture di un discorso sintattico estremamente complesso e rivelata con chiarezza eccezionale cui ha corrisposto una trasparente poesia del suono: quegli accordi e ritmi poderosi, affastellati da tanti pianisti, si configurano come tanti archi di luce in una grande nettezza di prospettiva.
DISCOTECA. 1963 - Sviatoslav Richter: Opere di Schumann (Voce del padrone QALP 10355 - 30 cm.)
L'insigne musicologo e scrittore Bruno Boccia sarà parte del comitato d'onore dell'Associazione Musicale "Heinrich Neuhaus", che nel 1993, lo vedeva accanto a Valerij Voskobojnikov, Vladimir Ashkenazy, Roman Vlad, Franco Mannino, Radu Lupu e Miliza Neuhaus. Con presidente onorario Svjatoslav Richter. Scomparve nel 1994.
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