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Puškin/Glinka "Io ricordo quel meraviglioso istante", poesia

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Il Blog nel Centenario della nascita di Sviatoslav Richter

И жизнь, и слезы, и любовь

[..]

«Oggi, 10 febbraio 1962, è il giorno della morte di Puškin ed è il compleanno di Boris Pasternak». 

(Heinrich Neuhaus)

Non sono riportati da nessuna parte i racconti orali di (Heinrich) Neuhaus sul suo soggiorno presso  l'Hotel Lubjanka. In varie occasioni Neuhaus ci ha raccontato di essere stato imprigionato all'inizio della guerra (1941). Dalla testimonianza dei familiari (si legga Miliza Neuhaus, figlia del Maestro in "Riflessioni, memorie, diari" ed. Sellerio 2002: "Arresto di Genrich Gustavovič Neuhaus" a pag. 23) si può ricostruire una triste parentesi definita da Neuhaus nell'Autobiografia come «allontanamento  involontario dall'insegnamento».



Rimase sotto interrogatori con accuse idiote dal novembre 1941 fino al luglio 1942 nel carcere della Lubjanka. Durante l'isolamento, come spesso raccontava, gli fu concesso di leggere; la sua lettura preferita fu naturalmente quella di Puskin: la biblioteca del KGB conteneva quasi l'opera omnia del miglior poeta nazionale. Ecco in quali condizioni il Maestro perfezionò la propria conoscenza delle opere di Aleksandr Seergeevič! Lo stesso Neuhaus ci ha confessato che riteneva il massimo capolavoro della sintesi tra la poesia puskiniana e la musica, la romanza di Michail Ivanovič Glinka"Ricordo il magico istante"...

Ed ha perfettamente ragione. Si tratta effettivamente dell'apice delle possibilità umane, del miglior contributo musicale alla parola di Puškin.



  • Mi permetto una breve guida all'ascolto di questa romanza. La romanza si apre, si apre proprio come il sipario al teatro, con una breve introduzione del pianoforte. Nell'esecuzione di Richter ha un suono da camera che già determina il senso intimistico della romanza. Nella conclusione la stessa frase suona in un altro modo: sembrerebbe che il pianista non abbia alcuna voglia di separarsi da una cara persona. Sulle parole «davanti m'eri apparsa tu» (V.V) 1] la parte del canto è estremamente semplice, ma nello stesso tempo è incredibilmente raffinata e femminile - in un leggero mordente mi sembra di intravedere un ricciolo femminile. Nella successiva frase sincopata «come fuggevole visione» (V.V) 2] sembra di vedere un'affascinante volto femminile.....(con Nina Dorliak, vedi link sotto)



VALERIJ VOSKOBOJNIKOV 

(da "Puškin europeo" a cura di Sante Graciotti/Fondazione Cini,  2001. Marsilio Edit. Palermo)


© Tutti i diritti sono riservati ai legittimi proprietari
Aleksandr Puškin 
Ricordo quel meraviglioso istante  
Ricordo  quel  meraviglioso  istante:
1/2] tu  mi  apparisti  avanti, come visione  passeggera,come genio di pura bellezza. 
Tra  i  languori  di  disperata  tristezza,
tra  le  agitazioni  di  rumorosa  vanità,
a  lungo  mi  sonò  la  dolce  voce
e sognai le care sembianze. 
Passaron gli  anni. Il  soffio  tumultuoso  degli  uragani
disperse  i  sogni  primi,
ed  io  dimenticai  la  tua  dolce  voce,
le tue celesti sembianze. 
Nel  deserto,  nel  buio  dell’esilio
piano  si  trascinarono  i  miei  giorni
senza  deità,  senza  ispirazione,
senza lacrime, senza vita, senza amore. 
E’  giunto  all’anima  il  risveglio:
ed  ecco sei  di  nuovo  apparsa,
come visione  passeggera
come genio di pura bellezza. 
E  il  cuore palpita  in  ebbrezza,
e son  per  lui  risorte e deità,
ed  ispirazione, e vita, e lacrime, e amore.

Traduzione curata da T. Landolfi


  
ESEGESI. Questa è una delle poesie più belle in assoluto di Puškin.  Egli esalta “quel meraviglioso istante” come un momento straordinario, così fittizio ed effimero, ma che, nello stesso tempo, nasconde un universo di emozioni. Il poeta, catturato da questo “genio di pura bellezza”, si trova naufrago tra languori, agitazioni ed uragani, che però, col passare del tempo, si placano. Tuttavia, si tratta di una quiete che non giova al poeta, anzi, lo lascia “senza  deità, senza ispirazione, senza lacrime, senza vita, senza amore”. A un certo punto, la dama riappare e, nonostante sia passato del tempo, la visione appare come la prima, la dama appare ancora  come “genio di pura bellezza”. E qui che è insita la straordinarietà di tale evento (e di tale poeta), che fa risorgere in Puškin quei sentimenti, sia di gioia che di affanni, sia di tristezza e felicità, che si riassumono in “e vita, e lacrime, e amore”.  

Esegesi curata da A. Vonella




Glinka eseguito da RICHTER E DORLIAK



Я помню чудное мгновенье

Я помню чудное мгновенье:
1] Передо  мной  явилась ты, 
2] Как мимолетное виденье, 
Как гений чистой красоты. 

В  томленьях  грусти  безнадежной 
В тревогах  шумной  суеты, 
Звучал  мне долго  голос  нежный 
И снились милые черты. 

Шли годы.  Бурь  порыв  мятежный 
Рассеял  прежние  мечты,  
И я забыл твой голос  нежный, 
Твои небесные черты. 

В  глуши,  во  мраке  заточенья Тянулись тихо  дни  мои 
Без  божества, без  вдохновенья, 
Без слез, без жизни, без любви.

Душе  настало пробужденье: 
И вот опять явилась ты, 
Как мимолетное виденье, 
Как гений чистой красоты. 

И сердце  бьется  в  упоенье, 
И для  него  воскресли  вновь 
И божество, и  вдохновенье, 
И жизнь, и слезы, и любовь.


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