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The Art of Sviatoslav Richter, tribute by Corrado Grandis

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    Recital a Copenaghen, Tivoli Gardens

    15 Giugno 1986
     

    Nella tournée del 1986 Sviatoslav Richter eseguì le "Variazioni Diabelli" molte volte, in tutta Europa. Dopo il concerto, che si tenne a Copenaghen il 15 Giugno alla "Tivoli Concert Hall", il Prof. Poul Birkelund gli assegnò il premio danese per la musica "Léonie Sonnings", Prismodtager 1986.

     
     
    1980
    Click on the link here for Audio Player – Sviatoslav Richter in recital at the 1986 Tivoli Music Festival – 1986 – American Public Radio Part 1 : 2 Rondos – Op. 51 2. Sonata no 28 in A op. 101

        1986 Tivoli Gardens Music Festival in Copenhagen, Denmark.

        A recital given by the legendary Sviatoslav Richter in an all Beethoven program. It was broadcast via the NRK in Copenhagen by the now-renamed American Public Radio. The program is on two players: Sviatoslav Richter In Recital – 1986 Tivoli Gardens Music Festival All-Beethoven. 
         
        source: Past daily

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        6 "m e m o r a b i l i a"     r i c h t e r i a n e
         "a Sasha"

         
         
         
         
         
         
         
         

         

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        SD. Premonizione di guerra civile, 1936 (olio su tela)
        Sulla Sesta Sonata di Prokof'ev

        (Dalì 1936 / Prokof'ev 1940)   

        Sviatoslav Richter:
        L'industrializzazione [1 mov.]. Come una passeggiata nel parco dei divertimenti (luna park) [2 mov.].  Interessante ... Ho suonato questa Sonata. E la mia è una associazione puramente "militare". In almeno alcuni punti. Per esempio, una parte dello sviluppo. Quello non è il momento dell'"invasione", in sintesi? O una piccola parte a metà del terzo ... E il finale? E 'interessante che Prokofiev scrisse questo lavoro nel 1940. Dalì fece un quadro -  "Premonizione di guerra civile". Per me, la Sesta è una sorta di "premonizione" di Prokofiev...

        Locarno 1966: S.S.Prokofiev: Sonata no.6 op.82
         

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        S v i a t o s l a v  R i c h t e r   e   N i n a  D o r l i a k
        (bronzo, 1976-'77)
          
        (...Un pianoforte, un sipario, uno sgabello possono assurgere a diverse finalità..., aiutano a realizzare la composizione di Vakhrameev in cui la SUA musica è fatta di volumi, musica, spazi, ritmi, linee)

        Vladimir Vakhrameev e lo stile "poetico-documentaristico"

        Il nuovo concetto di spazio e del "volume scultoreo" nella scultura sovietica degl'anni '70

        В.А.Вахрамеев. Святослав Рихтер и Нина Дорлиак, бронза, 1976-'77
        (fonti varie russe)

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        G r i g o r i j     K o g a n 
         
        1901 - 1979

        (Pianista sovietico, musicologo, critico musicale, professore al conservatorio di Mosca)
         
        "le tre grandi R", 1975

        [..]

         I tedeschi, con giustificato orgoglio,  parlano delle "tre grandi B" della loro musica, ovvero: Bach, Beethoven e Brahms. Noi possiamo parlare, con lo stesso diritto, delle "tre R" del pianismo russo: Rubinstein, Rachmaninov e Richter. Il terzo di questi è meritevole di stare accanto ai suoi due grandi predecessori, è il lustro del pianismo sovietico contemporaneo e della storia dell'arte pianistica.


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      1. 02/11/15--05:51: Šostakovič a casa Richter

      2. Šostakovič a casa Richter

        Nina Dorliak:


         "... Negli ultimi tre anni abbiamo dato assieme moltissimi concerti, in diverse città.I programmi comprendevano le romanze di Čajkovskij, Glinka, Rachmaninov, Prokof'ev e Musorgskij. I cicli liederistici di Schubert e Schumann. I lieder di Hugo Wolf su testi di Mörike ed Eichendorff, le canzoni polacche di Chopin, le canzoni di Szymanowski, questi qui... Abbiamo lavorato molto in questi anni ...

         Un giorno, una telefonata, ci scosse fortemente. Ci chiamò Šostakovič.

        —  Posso venire? Avrei qualcosa da mostrarvi.
        Così venne. Eravamo terribilmente eccitati.

        Appena entrato dalla porta, si precipitò al pianoforte e nel mentre camminava ci avvertiva:


        —  Vi ho portato un ciclo di canzoni su testi tratti dalla poesia ebraica (Dalla poesia popolare ebraica, op. 79a, ndt.)
         
          Aprì il manoscritto e cominciò a suonare, canticchiando appena le parole.Senza mai interrompersi, suonò l'intero ciclo. Per noi fu uno vero shock. Restammo in silenzio, incapaci di proferir parola.
         
          Alzandosi, disse che voleva che io cantassi la parte di soprano e che bisognava scegliere dei partner - un mezzosoprano ed un tenore(saranno ZaraDolukhanova ed  Aljk Maslennikov, ndt). Poi si diresse verso la porta, ma al cospetto  della stessa, come avesse dimenticato qualcosa si voltò e  ripeté proprio questo:
         
        — Beh, come va? Come state?Non avete gran fame?
        Io risposi:
        —  Ah no, si digiuna - per non morire di fame. Tiriamo avanti, come tutti... portando pazienza.
         
        E lui:
        Beh, chi non ha fame... Sì, lo capisco davvero. Sono tempi terribilmente difficili. È un tormento vivere così, si capisce. Si, è un momento difficilissimo... Va bene, ora vado. Devo andare. Si, mi manca  l'appetito. Bene ...
         
         Non appena la porta si chiuse dietro di lui, Slava si girò verso di me e disse:
         
        — Ninochka! Potete immaginare che cosa è successo? Sapete chi c'era qui con noi? È come se fosse venuto da noi Čajkovskij! Prova a pensarci! ...
        Slava sfogliò il manoscritto dalla sinistra e cominciò a prenderne visione.
        [..]

          dal libro, in lingua russa, di Terechov D.F. : Richter e suo tempo. Biografia incompiuta (fatti, commenti, novelle e saggi). Mosca, 2002 Soglasie ©.
        Trad. amatoriale CG. 


        

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        lunedì 16 Febbraio alle ore 21, in diretta


        LA STANZA DELLA MUSICA


        N a t a l i a G u t m a n
        con
        E l i s o V i r s a l a d z e

        in concerto
         
         



         
        Concerto per il 100.mo della nascita di Sviatoslav Richter

        концерт к 100-летию пианиста святослава рихтера



        Concerto in diretta a RAI RADIO3
         
         ________________

        in studio, Prof. Valerij Voskobojnikov
        (Валерий Михайлович Воскобойников)

        
        
        
        © WERNER NEUMEISTER

         
        Anche sul canale del digitale terrestre 854

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        Richter con Vinogradov (Кирилл Виноградов)
        Kirill Vinogradov
         
         Come ricordava l'incontro di Richter con Neuhaus
         
        Kiev 1949. © Bochonoff
        Ho avuto la fortuna di assistere al primo incontro di Neuhaus con Sviatoslav Richter. Era proprio la mattina di un giorno in cui stavo da Genrik Gustavovič, nella sua casa sulla strada Chkalov (Чкалов). La lezione si concluse, ed io stavo per andarmene quando il telefono squillò. Per Neuhaus c'era un allievo di Nadia Sudzan, un giovane alto e magro, di aspetto modesto, quasi timido. Sudzan glielo presentò. Seguì una breve conversazione, dopo la quale Genrik Gustavovič chiese: "Cosa vorreste suonare?" Richter disse una Sonata di Beethoven ed una Ballata di Chopin. Genrik Gustavovič andò verso una poltrona di pelle e sprofondò preparandosi ad ascoltare. Richter iniziò a suonare. L'insolita impressione che mi fece era come stava seduto al pianoforte, in tutte le posizioni più inusuali, e, allo stesso tempo, sembrava che a suonare non fosse veramente un pianista formato - c'erano delle tecniche insolite e lo stile strumentale, applicati al pianoforte. Sembrava come se alla vista fosse nudo - vigoroso, la gestualità, la trasparenza - quasi si vedesse l'intera sua struttura: il tessuto scheletrico e muscolare, il sistema circolatorio e nervoso. Tale performance era buona e sorprendentemente fluida (Richter suonò una Sonata di Beethoven, l'opera 101 e la Quarta Ballata di Chopin). Ma nella Ballata mancava il fascino del suono chopiniano - era come se prevalesse l'analisi rispetto a far emergere le emozioni in Chopin. Quando Richter concluse di suonare, Genrik Gustavovič disse qualcosa del tipo: "Suona come un direttore d'orchestra, come dovesse condurre!" Poi mise della musica sul leggio (credo che fosse Pensée di Sergei Prokof'ev) e gli chiese di leggere la partitura a Richter mentre egli, con una sigaretta in bocca e in piedi dietro la sedia su cui era seduto Richter, stava attento a seguirne le note. Richter mise le sue grandi mani sulla tastiera e cominciò. Appena iniziò la musica, il viso di Genrik Gustavovič si animò, le sopracciglia a tratti s'alzavano, per sorpresa o ammirazione. Richter continuò a suonare come se quella musica già la conoscesse bene. Una tale lettura a prima vista, fu per la prima volta che la vidi nella mia vita. [..] Neuhaus ebbe Sviatoslav Richter nella sua classe. Iniziò così la loro grande amicizia creativa e umana, che durò fino alla fine dei giorni di Genrik Gustavovič.
         
        Un frammento tratto dall'articolo "Genrik Gustavovič in classe", di K.Vinogradov dal libro: "Heinrich Neuhaus, Memorie Lettere materiali...". A cura di Elena R.Richter. Mosca, 1992. © Trad. CG.

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        Artista spagnolo
        Arturo   Espinosa
        1958
         
        (pubblicato in questo blog con il gentile consenso dell'autore, che ringrazio sentitamente per il suo contributo)

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        Ritratto di Sviatoslav Richter © Opera di Arturo Espinosa
          



         

         

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        (Ai lettori, una proposta di lettura, d'ascolto...e sogno)


        ...leggere Pasternak, l'ascolto di Skriabin, con quel famoso accordo "a cinque piani", en délire, e le campane della Settima Sonata. Da Svjatoslav Richter...




        "Una poesia di Pasternak, Richter e la sua casa in via Bol'šaja Bronnaja, al sesto piano..."
         
        Musejon, la casa di Richter 

        Boris   Leonidovič   Pasternak
         
        
        
        Борис Леонидович Пастернак. 10/2/1890 – 30/5/1960
         


        "M u s i c a"  (1956)

          La casa s'innalzava come torre. Per una stretta scala a chiocciola due omaccioni portavano un pianoforte come una campana su un campanile.

         Trascinavano in alto il pianoforte sull'ampiezza del mare cittadino, come una tavola dei comandamenti su un altipiano di pietra.

          Ed ecco lo strumento nel salotto, e la città, fra sibili e baccano, era rimasta in basso sotto i piedi, come sott'acqua al fondo di leggende.

          L'inquilino che stava al sesto piano contemplò la terra dal balcone, come se la tenesse fra le mani, governandola legittimamente.

          Tornato dentro, cominciò a sonare, non un pezzo qualunque di un altro, ma il proprio pensiero, un corale, il brusio d'una messa, il frusciare d'un bosco.

          Lo schianto degli improvvisi portava la notte, la fiamma, un rimbombo di botti, la pioggia dirotta sul viale, un rumore di ruote, il viavai delle strade, il destino degli uomini soli.

          Così di notte, a lume di candela, in cambio delle ingenuità passate, annotava il suo sogno Chopin sugli intagli neri del leggío.

          Oppure, superato l'universo con un salto di più generazioni, sui tetti degli alloggi cittadini tempestava un volo di Valchirie.

          O, tra crepiti e strepiti infernali, la grande sala del Conservatorio Cajkovskij scrollava sino alle lacrime con la sorte di Paolo e Francesca.


        Traduzione di Angelo Maria Ripellino
        (Giulio Einaudi Editore)
         


        Alexander Scriabin - Sonata No. 7, Op. 64 "Messa Bianca". Ludwigshafen 19.05.1994
         1]parte  2]parte
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        Anna Achmatova trovava l'ispirazione nella "Humoresque"
         di Richter

         
         
        В сто первом зеркале
        Встречи последних лет
         
         
        [..]         Accadeva spesso, subito dopo cena (a casa di Vitalij Vilenkin, ndt), con il tavolo nemmeno sparecchiato, che lei cominciasse (A.Achmatova, ndt) a leggere delle nuove poesie.

         [..]
         
          Fra tutte le sue visite, sicuramente fino allora le sue visite non si  contavano più di una o due, in una di queste vi trascorse pure la notte. Quando veniva, non  succedeva quasi mai che Achmatova non chiedesse della musica, così lei diceva, "E la musica, è?"Era sufficiente il nostro misero giradischi e un disco da mettere. Alla domanda su cosa avrebbe voluto sentire, la risposta che ricorreva era: "Scegliete voi stesso" (intendendo fosse della musica classica, e se moderna fosse Prokof'ev, Stravinsky o - cosa capitava).
        Ma a volte chiedeva perentoriamente Beethoven, Mozart, Bach, Schumann oppure Chopin. Generalmente, la regola era che a suonare fosse Richter. Egli era non solo ammirato come musicista, ma anche stimato come una persona di estremo interesse; spesso, al riguardo, mi chiedeva di lui, lei conosceva l'amicizia che ci legava da lunga data.
        Mi è piaciuto molto guardarla in silenzio, mentre ascoltava la musica. Dal di fuori, sembrava che in lei  non cambiasse nulla, però nello stesso tempo lei diveniva un qualcosa di inafferrabile, diversa: sedeva sempre semplicemente nella poltrona, forse solo un po' più dritta, appena più tesa del solito, e nei suoi occhi appariva qualcosa d'insolito, nel modo con cui guardava concentrata davanti a sé.
         
          Una volta, dopo che avevamo  ascoltato un brano di Schumann da Richter - ingannevole per il titolo Humoresque (piuttosto, sembra si tratti di uno dei più turbolenti slanci - Sturm und Drang, ndt.- del romanticismo tedesco),  d'improvviso lei si  avvicinò il mio taccuino e con la matita segnò a lungo qualcosa;poi staccò il foglietto e tranquillamente lo nascose  nella borsa. Quando la musica finì, mi disse: "Ed intanto io ho composto un versetto". Ella, però, non me lo mostrò ed io non osai chiederglielo. In seguito più di una volta mi lesse questa poesia, sia a casa mia, sia da lei, e sempre con la sua prefazione:
         
         Ecco quel che ho scritto sentendo la musica di Schumann:  [1]

        ...E mi è sembrato che questi fuochi
        Volassero con me fino all'alba,
        E non sapevo di che colore
        Fossero questi strani occhi.
        E tutto palpitava e cantava intorno,
        E io non sapevo se tu eri un nemico oppure amico,
        E se eravamo in inverno o in estate.
          Nel libro "Бег времени" (Tempo di esecuzione) questa poesia dal titolo Frammento, viene inclusa nel ciclo Dispari, subito dopo Musica, con dedica a Šostakovič. L'Humoresque di Schumann la riascoltai spesso su suo desiderio. La musica, insita nella poesia di Achmatova, non si può  abbandonare. Per prendere il disco in cui era incisa la penultima Sonata per pianoforte di Beethoven, op.110, venne a trovarmi all'una e mezzo di notte, mentre stava rincasando dopo una serata trascorsa presso qualcuno dei suoi amici moscoviti:

           "E nella penultima delle sonate ...io ti celerò con cautela".

          Fu dopo il suo incontro con G.G. Neuhaus. Neuhaus, gli rivelò il sapere  "tutto di questa sonata", e gli fece una grande impressione la sua esecuzione.
         
        [..]

        1] "Москва. Набережная. 21 июня 1959. Троица. (Шуман, "Юмореска", играет Святослав Рихтер)".
        2] dal ciclo Versi di mezzanotte, pubbl. 1963/1964,
        "Invocazione"
               (Arioso dolente, Beethoven op.110) 
        E nella penultima delle sonate
        Io ti celerò con cautela.
        Oh! come invocherai angosciato,  
        Irreparabilmente colpevole  
        D'essermi venuto vicino  
        Sia pure per un istante... 
        Il tuo sogno è scomparire  
        Dove la morte è solo un sacrificio al silenzio
         
        © Traduzione di Valerij Voskobojnikov

        Su l'ascolto di "Humoresque", in compagnia della compianta Vera Gornostaeva, si legga l'articolo di questi, Il suo nome è già un simbolo 


        La traduzione non-professionale dal russo di questo estratto è di CG., con l'amichevole aiuto di V.V. ed integrata con uno scritto, per l'Università di Camerino (1988), dello stesso V.Voskobojnikov.


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        Nella cucina di
        D m i t r i j    N i k o l a e v i č    Ž u r a v l ë v

        Attore
         
        Dmitrij Žuravlëv
         
         "E io vado - la mia noia" (Achmatova)
        
        
         
        (Dmitrij Nikolaevič Žuravlëv, 1900-1991, carissimo amico di Richter)
        

        Ricordi di Natalja  Žuravlëva, attrice e cara amica di  Slava


        [..]    (piccolo estratto* riguardante la visita di Anna Achmatova dai Žuravlëv)

         ...Il tavolo (della cucina, fulcro conviviale della famiglia, veniva chiamato l'"angolo rosso", ndt.) era bello, spostato però verso la parete potevano starci solo sei persone, non più di dieci persone si potevano stringere, in alcun modo.

        Ricordo che una volta c'era seduta  la Achmatova, nell'angolo vicino a Viktor Ardov **] e non ci aspettavamo nessun'altro.
        All'improvviso bussarono alla porta, ma chi stava attendendo non potevamo immaginare.
        I Richter!
        I coniugi Žuravlëv
        Forse era stata la mamma che li aveva avvertiti, sapendo che Richter, per primo, stimava la Achmatova, oppure non centrava per niente.

        Svjatoslav Teofilovič si sedette in un angolo, usando una sorta di piccolo sgabello, e si accorse che la Achmatova  davanti a lui lo sovrastava. Poi guardando verso di lei, Richter disse con calma:
         
        - "Achmatova, cosa si può chiedere di più?" Sembrava proprio un ragazzetto impacciato, ma poi ci fu il colpo di genio:

        - "Che cosa? Leggervi una poesia? (Pausa) - Sì".
         E mi ricordo quale fu,
         
         "E io vado - la mia noia"2]

        Richter fu scioccato: sembrava una discepola accanto al Maestro, o vicino al suo rabbino.
        Alla Achmatova riusciva molto bene soffocare le persone: non sopportava le conversazioni.
         
        * da un articolo di Anna Krasilshhik © Большой город
          2] Si tratta del quinto verso della poesia di Anna Achmatova, qui sotto riportata.
         **1900-1976, scrittore e scenografo, era un caro amico della poetessa.
         
        Один идет прямым путем...
        (1940)
        Один идет прямым путем,
        Другой идет по кругу
        И ждет возврата в отчий дом,
        Ждет прежнюю подругу.
        А я иду - за мной беда,
        Не прямо и не косо,
        А в никуда и в никогда,
        Как поезда с откоса.

         ____________

        Un mio tentativo - del tutto arbitrario - di traduzione (CG.)

        Alcuni scelgono la via dritta ... 
         
        Alcuni scelgono la via dritta,
        Altri vanno nel cerchio,
        In attesa del ritorno a casa,
        Attendono i vecchi amici.
        E io vado - la mia noia,
        Nè dritta nè obliqua,
        E in nessun posto nè mai,
        Come treni nel pendio.
         C.G.

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        (scenografo di fama internazionale)
        Boris A. Messerer su Richter
         
        Boris Messerer con la moglie, la poetessa Bella Achmadulina (1937-2010)
         
         
         
        ..."Grande pianista, musicista e persona. L'ampiezza delle sue idee era immensa, come la conoscenza e la comprensione della musica e del suo repertorio, che ha ereditato dal suo maestro, Heinrich Neuhaus, e dai colleghi.  Ci conoscevamo ... Ho avuto la fortuna di lavorare con Sviatoslav Teofilovič. Ho curato la sceneggiatura  alle sue Serate Musicali al "Museo delle Belle Arti Pushkin". Richter, come regista, apparteneva al teatro musicale. Questo dimostrava ancora una volta il suo straordinario talento. Per la Serata dedicata ai compositori del romanticismo, pensava che le scelte della musica dovessero sembrare casuali, che gli interpretati dovessero ricreare un clima musicale ricercato. Mi viene in mente quella serata (1985, ndt.) in cui Sviatoslav Teofilovič suonava nella sala, e dove i musicisti non furono separati dal resto del pubblico, dalla barriera del proscenio. Questo tipo di atteggiamento rilassato, elegante e sofisticato di fare musica è stata una grande idea di Richter, in cui la musica diventa una parte della vita di ogni singolo spettatore del pubblico. Conversare con Sviatoslav Richter è stata l'esperienza più brillante della mia vita - l'incontro con l'arte alta ..."
        Boris Asafovič Messerer su "Kommersant"№124 - 1997 © Trad.C.G.
         
         
        Estratti da
        Промельк, Беллы    
        (Фрагменты книги)

         
        BM.
         
        [..] Yura Vasiliev aveva l'aspetto del tipico vecchio uomo russo, con gl'occhi verdi-azzurro chiaro, coi capelli scompigliati  ed una barbetta incolta. Aveva le sue specifiche abitudini e predilezioni. Era molto interessato alle opere di Lermontov, ne esaminò accuratamente le circostanze del duello e della sua morte. E, naturalmente, l'amore per Lermontov era parteggiato con quello per Pushkin. Era amico di Semen Stepanovich Geĭchenko e spesso si recò a San Michele. Jura ci invitò (con Bella Achmadulina, ndt.) e ci presentò a sua moglie Neloy ed ai suoi ospiti. Gli raccontammo del nostro viaggio a Polenovo e a Tarusa. Jura si rallegrò davvero, ci disse che Sviatoslav Richter lo aveva invitato a passare l'estate nella sua casa sulle rive del (fiume) Oka, e sarebbe stato molto bello se anche noi ci fossimo andati, fiducioso che l'idea sarebbe stata approvata  calorosamente da Sviatoslav Teofilovič.  Ben presto, infatti, Richter ci chiamò, e parlando con Bella, cordialmente ci invitò a soggiornare nella sua casa, sulla riva del fiume Oka. La casa di Richter era a dieci chilometri da Tarusa, vicino al villaggio di Alёkino, arroccato sopra il fiume. Era una casa-torre, costruita da Volodja Moroz, un caro amico di Richter. [..]
        Sviatoslav Teofilovič era assai affezionato a questa casa e riuscì far trasportare un pianoforte Steinway nel deserto tarussita. Si può solo immaginare come la musica potesse risuonare nell'ambito silenzioso del Oka,  sotto il disegno divino di Richter. Purtroppo a Richter non succedeva di tornare così spesso nella sua casa speciale, per le sue continue tournées. Capitava di ricevere una cartolina da lui:

        Cara Bella! Scusate del lungo silenzio. Grazie per Achmatova, per i tuoi poemi molto speciali, per la dedizione.
        Con tenerezza Nina Dorliac, Sviatoslav Richter

        [..]

        Novembre 1983, chiama, all'improvviso Irina Antonova:
        - Boris Asafovič? Può venire? Siamo qui con Sviatoslav Teofilovič, vicini alle "Serate di dicembre", e dobbiamo realizzare la sceneggiatura, la ripresa teatrale e la messa in scena di Albert Herring di Britten, ma abbiamo tutti gli artisti qui ammassati, mentre rimane poco spazio di tempo. Siamo ad una settimana dal debutto. Potreste fare qualcosa per aiutarci?
        [..] Stranamente,  avevo conosciuto di persona Britten, che assieme al famoso cantante Pears, furono accompagnati al mio studio da un mio cugino, Azarij Messerer. In quel periodo lavorava come giornalista e fece un'intervista a Britten, e gli promise di fargli vedere il mio lavoro. A Britten piacevano i miei acquerelli, ed ora all'improvviso il destino mi aveva condotto alla sua opera. Mi recai alla Sala Bianca del Museo delle Belle Arti e vedevo correre. Richter correva attorno al palco con un corto mantello nero con la fodera rossa. Amava esternare ciò che lui amava, in modo da catturare l'attenzione. In questo modo, gli riuscì farsi intendere, come un esperto che ha scavato in ogni particolare.
         - Boris, potete aiutarci? Avete qualche idea? Richter mi parlò, sul palco durante le prove, con la musica di Britten -  che amo molto - e in quel momento mi aiutò a cercare una via. Sviatoslav Teofilovič iniziò a parlarmi di Britten e dell'idea che avevano dello scenario, mi chiedeva però quanto tempo ci si potesse impiegare. Fu in questo modo che iniziai ad immaginarmi lo scenario possibile e senza perder tempo decisi di fare un'abside, con una cupola in legno a semicerchio, in modo che la Sala Bianca  avrebbe dato l'idea di una casa all'inglese, mentre con delle travi avrei alluso al graticcio; creai lo skyline di una città inglese, ponendo in primo piano dei contatori fatti coi frutti luminosi, necessari nello svolgere della trama. Il mio progetto si maturò in breve tempo, e dissi che all'indomani dovevo apportare una modifica più specifica. Un po' su di giri, con Richter al mio fianco, tornai allo studio assieme al mio modellista (esperto di plastici in scala, ndt.) Victor Basov, al quale ero affezionato e solitamente ci lavoravo (da sempre ciò mi facilitava), il quale cominciò a preparare un piccolo ed accurato plastico di cartapesta. La mattina seguente mostrai il plastico a Sviatoslav Teofilovič. Era felice e mi domandò quanto presto era possibile in effetti realizzarlo. Invece di rispondergli, suggerii a Richter di proseguire con la mia auto verso il centro televisivo di Ostankino, portando con noi il modello in miniatura. Egli ne fu felicemente convinto, lo avevo capito dal modo in cui gli sentii farmi i complimenti per come guidavo. Entrando nell'edificio siamo stati accolti dal direttore della stazione televisiva Vladimir Ivanovič Popov, che si inchinò davanti Richter e ci invitò nel suo ufficio. Poi ci siamo trattenuti a lungo nei magazzini, nei monolocali del guardaroba, dove ho scelto i costumi per i personaggi dell'opera, e si conveniva che il reparto da due notti lavorava sul nostro progetto e preparava il paesaggio. Camminando per strada Sviatoslav Teofilovič incontrava tutti i dipendenti della televisione, che cercavano di salutarlo. Due giorni prima del debutto ebbi una meravigliosa conversazione con Richter. Mi salutò con uno sguardo terribilmente preoccupato:
        - Boris, come stanno andando le cose?
        Ed io sorridendo dissi:
        - Sviatoslav Teofilovič, molto male! Sorridevo con ilarità, osservando il grande Richter. Ma lui fu molto sorpreso:
        - Boris, non capisco il motivo per cui voi sorridete e dite che tutto va molto male, che cosa volete dire?
        - Sviatoslav Teofilovič, sapete, faccio così perché l'artista di teatro lo fa per non cadere, ma voi non conoscete questo sentimento, perché voi siete un grande musicista, e non avete mai fallito!
        - Cosa, io non cado?! Sì, non sapete cosa è successo a Tolosa! Al grande Poulenc*, che era seduto in prima fila, toccò prendermi "al volo",  mentre l'orchestra era atterrita! E quanto è successo a Tula?! Voi non sapete che cosa è capitato a Tula? E' stato un disastro!

        Ero felice di vedere il grande musicista quando mi parlava del suo mitico fallimento, dietro la sua modestia ed innocenza puerile, c'era la verità del genio.
        Abbiamo certamente trovato con Sviatoslav Teofilovič un linguaggio comune, tutto fu realizzato in tempo ...
        [..]
         

        cit. errata nel testo: "Honegger", alludendo al compositore svizzero Arthur Honegger, morto in realtà nel 1955. Si veda invece: Декабрьские вечера Святослава Рихтера: к 25-летию фестиваля. 2005. Il "grande" in questione è Francis Poulenc.
        Traduz. di C.G.
         

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         "Sviatoslav Richter visited us during his tour in Lvov 1982"
         
         Abram Bashmet, Yuri's father
        
        
        Abram Bashmet, my wife Maya, my son Evgenij standing behind her, Richter. Lvov 1982
         
             "...Thanks to my son Yuri we met and became friends with many outstanding musicians.

        Pianist Sviatoslav Richter visited us during his tour in Lvov. 1982
         
        When the children were at school, my wife Maya was a housewife. To add to the family budget she made clothes at home. She had her clients. Later, when the children grew older, she went to work at the conservatory where she was chief dispatcher of the curriculum department. She did very well at work and her colleagues respected her. She worked till her last days.
        Maya had heart problems. She died from a stroke in 1985. I lost my big friend and a very close person. The two parts of her – the Slavic and Judaic ones – were in harmony in her, she never liked pressure on one or the other side. She hated anti-Semitism and didn’t like the Orthodox Jewish demonstrations, disregard or disrespect of other nations. She raised our children to share her vision.
        In the seventh grade my son Yuri started to play the viola. He played drills from morning till night and our neighbors were crazy about it, but he liked it and he was responsible. Other people paid their attention to Yuri and serious musicians took part in arranging his future. So he’s become the number one viola player in the world and an outstanding musician, and there have been about 50 pieces written for viola and for him, Yuri Bashmet." (...)
         
        Abram Bashmet

        
        Yuri Bashmet with Richter. Pushkin Museum©

        (Centropa, Where Jewish history has a name, a face, a story)



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        Heinrich G.Neuhaus: frammenti da tre lettere del 1940, 1945 e 1947

        "d a   a l c u n e   le t t e r e"


        26 maggio 1949 (foto della classe anni addietro): Neuhaus a R.Barshai

        H e i n r i c h    N e u h a u s




        Mosca 1940, primavera, H.N. scrive ad Astrid Schmidt-Neuhaus 1]

        (Richter all'epoca ha 25 anni)

          "Ho degli eccellenti studenti, sopratutto uno - Sviatoslav Richter, addirittura un genio.
        Conosce a memoria tutto Wagner, così come Schreker, Strauss, tutto il mondo dell'opera, Stravinsky etc, bomba (in ita. ndt.). Ha imparato il Concerto in si bem. maggiore  di Brahms in due settimane e l'ha suonato brillantemente. Uno studente così non l'ho MAI avuto. Inoltre, è una persona meravigliosa, gentile, generosa, delicata, sensibile e - come succede sempre con le persone di talento - è in grado di provare dolore e sofferenza.
        L'altra sera davanti agli studenti della mia classe, ha suonato la Seconda Sonata (La-magg.) di Karol Szymanowski - genialmente, Karol sarebbe stato un tantino soddisfatto. La sua capacità di suonare questa pagina è da favola"(le ultime due parole sono sottolineate).

         
        14 febbraio 1945:  H.N. scrive a Berta S. Maranz e Semën S. Bendickij 2] *

        (Richter non ha neanche trent'anni)

          "... tra gli avvenimenti musicali e l'esperienze, di cui Mosca è famosa, è sempre quello più interessante e notevole - è Slava. Più lo conoscono, più l'amano e l'ammirano. È esattamente per questo che solo "più tardi" l'ho definito genio, ed agl'inizi "timido". La riconoscenza ed il suo successo sono senza precedenti e, inoltre, di altissimo livello. Ma aggiungo a questo - per un concerto alla Sala Grande lui ha ricevuto una tassa di trecento rubli. Bella? Riconoscenza e successo con delle condizioni di vita proibitive è disgustoso: non possiede né una camera / né un suo pianoforte. Suona da amici. Una massa robotica  (ma non necessaria). Sta preparando di continuo nuovi programmi. Non solo possiede il talento, ma anche l'energia - incredibile. Inoltre, come dovrebbe essere, - quest'anima di cristallo d' uomo, che si presenta con una nobiltà innata - non c'è in lui meschinità o tratti di volgarità..."  

        12 ottobre 1947, H.N. scrive a Ljudmila Pogosovoij 3]

          "... E giovedì c'è stato un meraviglioso concerto di Richter con Dorliac (lui l'ha solamente "accompagnata"), è stato tale che per tutta la notte non riuscivo chiuder occhio per l'entusiasmo e la gioia. Il suo genio è sempre più evidente. (Già l'avevo capito, dopo una lezione con lui di 15 minuti). Tutti noi siamo cresciuti da zero - alcuni di noi crescono molto, ma egli parte già da altezze che i piedi non toccano più la terra ..."




        1] Astrid Schmidt-Neuhaus, pianista, insegnante, professore. Vissuta a Colonia, era la figlia di Natalja Gustavovna Neuhaus (Talja), sorella di Heinrich. Tra i suoi allievi c'è stato Alexander Lonquich.
        2] Berta Maranz, Solomonovna (1907-1998), pianista e pedagoga. Allieva di Neuhaus. S.Solomonovic Bendickij (1908-1993). Allievo di Neuhaus, prof. al Conservatorio di Saratov.
        * : H.Neuhaus fu arrestato il 4 novembre del 1941, poco dopo all'arrivo dell'esercito tedesco. Dopo la detenzione alla prigione di Lubjanka (8 mesi e mezzo), fu condannato a cinque anni di esilio e liberato il 19 luglio 1942. (Miliza Neuhaus in "Heinrich Neuhaus. Riflessioni, memorie, diari". Sellerio 2002).
        3] Direttrice di una scuola di musica di Tblisi, Georgia.
         

        Fonte:  sviatoslavrichter.ru(forum). Traduz. non-profess. di C.G.

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        The Central Bank of the Russian Federation 
        (Bank of Russia)
        _____________

        Artist: SV. Sutyagin. Sculptor: MP. Efimenko
         
         




        A silver proof coin «The Centenary of Pianist S.Т. Richter’s Birth» in denomination of 2 Roubles (fine metal content 15,55 g, fineness 925/1000, diameter 33,0 mm, mintage 3000 pcs), has the rim raised on both sides of the coin along the circumference. The edge of the coin is corrugated.
         
        Una spigolatura segnalatami dall'amico Davide Ciaccia, che ci suggerisce anche il link russo (vedi il suo commento), e che ora riporto QUI

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         Mouvements for Piano and Orchestra
        2 January 1985 in Moscow, Pushkin Museum

         
        S t r a v i n s k y     Mouvements
        for Piano and Orchestra

        Moscow Conservatory Chamber Ensemble
        Sviatoslav Richter, piano

        Yurij Nikolaevskij, dir.

        
        Stravinsky: Richter/Nikolaevskij (1984)
         Yuri Nikolaevsky
        
        Video: click on the image or in the link.
        Thanks to Alex Malow, The Richter Acolyte
         


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        Iraklij Andronikov
        (1908 - 1990)

        Scrittore, critico d'arte, musicale e letterario. Studioso di Lermontov



        da "Ed ora questo", storie, immagini, articoli (1981)

        "RICHTER"

           Richter - un evento. Questo fenomeno - è un fenomeno unico, straordinario. È l'espressione più alta della perfezione. Ogni volta rinasce, si trasforma, oltrepassa se stessa, e la purezza del suono è impressionante, la sua ampiezza, la sua audacia, è l'eccellenza. Egli mi sa persuadere quanto la musica sia veramente vitale, che rinasca nuovamente per la prima volta; si rinnova nell'ispirazione, nella tipicità. A quel punto, toccandone lo spirito, egli rimane se stesso come ne fosse l'autore.
         Senza perdere un solo istante sui preparativi iniziali, egli arriva rapidamente al pianoforte: già sentendo la prima  frase,  non c'è più lo strumento, bensì la musica  stessa che lui sta ri-creando. Scompare quell'invisibile linea che la separa dal  pubblico, dal mondo della gente. Questa è una musica che suona bene, quanto un verso di uno dei grandi poeti che ritrova una vita propria ed eterna; quanto un libro di un grande scrittore - la cui opera segna una nuova tappa nello sviluppo culturale dell'umanità, e continua ad avere un impatto sulle persone nel corso dei secoli - dopo anni che è stato scritto. Suonando, egli si sottopone alla musica, e la musica gli appartiene. Con un'infinita libertà nella sua esecuzione, combinata ad un illimitato rispetto per l'autore, sensibilità e modestia, una grande intelligenza ed il giovane temperamento, egli ci rivela il suo mondo sconfinato e la luce, senza la quale  - una volta provata - non è più possibile immaginare la nostra vita.  Penso che l'incomparabile Sviatoslav Richter stia alla pari dei più illustri compositori, artisti e poeti. Dunque, io ascolto, io vedo la musica di Richter - non saprò dire in che modo inciderà nella memoria, nell'immediato o successivamente, ma il ricordo col quale riabbraccerà lo spirito ed il cuore, sarà di inaspettata forza.
         
        © Ираклий Луарсабович АндрониковА теперь об этом. 1981. Trad. non-profess. dal russo di C.G.
         
         
         

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        Una curiosità

        Ex libris "Sviatoslava Richtera"

        1963, Святослава Рихтера Экслибрис



        Экслибрис. 1963
         
         
        Con la locuzione Ex libris (che in latino sta per "dai libri") ci si riferisce ad una etichetta, solitamente ornata di figure e motti, che si applica su un libro per indicarne il proprietario. L'ex libris può fungere anche come contrassegno apposto nella parte interna della prima pagina di copertina dei volumi catalogati in una biblioteca privata. L'etichettatura può essere cartacea, in materiali pregiati quali cuoio o pergamena, o sotto forma di timbro, in questo caso, a inchiostro, a lacca, a fuoco od altro.

        (Wikipedia)


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        Lettera per Aleksandra Nikolaevna



        I saluti per Aleksandra Nikolaevna Tjuneeva:

        "Cara Aleksandra Nikolaevna,
        Le invio i miei migliori e più cordiali auguri!
        Suo Svjetik (Sviatoslav Richter)"


        Sulla busta, l'indirizzo: Jaroslavskogo (via), 47.
        A.N. Tjuneeva

        
        Filologa, amica di Richter. 1888-1984

        ______________


         
         
         

        Nota: La casa dei Tjuneev, ad Odessa, fu frequentata dal giovane Sviatoslav Richter. All'epoca, infatti, Richter era intenzionato a studiare con Boris D.Tjuneev, un musicologo assai reputato. Il destino volle che fu proprio Boris Tjuneev a consigliare il giovane di continuare gli studi di composizione con Kondratiev (proprio colui che diventerà il suo incubo). L'abitazione dei Tyuneev veniva "osservata" dalle autorità sovietiche perché non venisse frequentata da persone "scomode", come Rudolf Steiner (1861 - 1925, fondatore dell'antroposofia).

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